Historia Alcami: Piazza Ciullo

Pubblicato: lunedì, 28 ottobre 2013
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Intervista all' Architetto Ignazio Longo a cura di Pietro Pignatiello e Lidia Milazzo.

Come nasce Piazza Ciullo?

La nascita della piazza è un susseguirsi di eventi “architettonici” che hanno modificato e dato, poco a poco, maggiore importanza ad una zona immediatamente fuori le vecchie mura alcamesi. Cominciamo il nostro cammino facendo qualche passo indietro all’anno 1500. Le fonti storiche ci raccontano di un torrente che attraversava Piazza Ciullo. Il fossato, dentro il quale esso scorreva, si riempiva nel periodo invernale. Agli inizi del XVI secolo il torrente limitava la  città intra-moenia sul lato occidentale. A quell'epoca la città è ancora una, e il torrente scava “la piazza”, o meglio, la parte che noi oggi chiamiamo così la quale ancora non esisteva.  Le prove visibili, oggi, di questo torrente sono proprio nella disposizione del complesso degli edifici, forme che, qualche anno fa, furono messe ben in risalto attraverso le linee che decorano la pavimentazione della piazza previste nel progetto di ristrutturazione che ha proposto Gae Aulenti. Le linee guida disegnate sulla pavimentazione seguono le curvature del torrente, (n.d.r. riguardo il torrente fino a qualche anno fa si poteva ancora sentire lo scorrere dell’acqua se ci si posizionava al di sopra dei tombini al confine con le scalinate di piazza mercato. E’ probabile che questo vecchio torrente sia il rivolo d’acqua che arriva e rifornisce d’acqua la piccola fonte che si trova all’interno del santuario dedicato alla Madonna dei miracoli. Tra l’altro, questa fonte, per come è scritto su una lastra nel santuario, è paragonata a quella miracolosa di Lourdes). Nel 1533 i frati della chiesa di Sant'Oliva, che si trovava accanto alla chiesa dei francescani, decidono di spostarsi verso la zona della piazza e di costruire accanto al torrente.  Visto il ritardo dell'evoluzione artistica e dell'arrivo delle novità in questo ambito in Sicilia, la chiesa viene edificata seguendo lo stile gotico a tre navate. L'edificio che ammiriamo oggi è, la seconda versione costruita nel 1690.

Quindi questo spazio non deve la sua nascita alla decisione umana, ma all'adattamento ad una situazione morfologica del luogo. Come si crea una piazza?

La piazza “progettata”, per essere definita tale, deve avere delle precise caratteristiche: possedere il Palazzo comunale, almeno un luogo di culto e il palazzo nobiliare, che ad Alcamo manca.

Ci sono molte chiese che si affacciano sulla piazza, come mai?

Nel XVI secolo la città murata era satura di case private, quasi sempre con corte interna, ed edifici religiosi. Nello stesso periodo, molte abitazioni erano costruite fuori le mura sulla direttrice Est-Ovest in direzione Trapani. La sponda del torrente era il luogo ideale per edificare nuovi edifici religiosi.

Le chiese che nel tempo si affacciarono sulla piazza furono: Sant’Oliva (1533, ricostruita nel 1690), Sacra Famiglia (dopo il 1650), Collegio (dopo il 1650); Stellario (attuale Unicredit, costruita nel 1615, demolita nel 1962) della quale resta il ricordo nei documenti antichi o nelle memorie dei nostri nonni.

Dal 1533 al 1650, quindi, lo spazio pubblico venne definito da queste imponenti emergenze architettoniche. La prima raffigurazione della piazza si ha nel secondo quarto del XVIII secolo, nell’ormai “famoso” dipinto del Collegio, conservato nel Museo d’Arte Sacra della Basilica di S. Maria Assunta.

Ha citato la Chiesa dello Stellario, costruita praticamente nell’edificio ad angolo di via Porta Stella. Chiesa dello Stellario e Porta Stella, c'è una relazione tra i due nomi?

La chiesa dello Stellario (oggi Unicredit) utilizzò, per la sua struttura, parte delle mura urbane che, evidentemente, non servivano più per la difesa della città. Essa era legata al culto della corona della Madonna dello Stellario. In realtà non esiste una vera e propria relazione trala chiesa e la porta, se non di vicinanza. Il nome di via Porta Stella proviene, invece, da una cappella scomparsa da tempo. La cappella fu edificata nel 1486 da Federico Enriquez e Anna Caprera, conti di Modica e fu demolita nei primi anni del ‘900.

Perchè Alcamo si è espansa verso Ovest?

Come dicevamo precedentemente, la direttrice di espansione Est-Ovest, era condizionata dalla presenza di numerose chiese che stavano sorgendo dal lato di Trapani. Il numero delle porte di accesso alla città erano ben quattro, quasi la metà del totale. L’unico ostacolo era costituito dal piccolo torrente che spesso, trovandosi privo d’acqua, appariva come un semplice fossato.

Le fonti manoscritte accennano ad un piccolo ponticello che superava l’ostacolo. La presenza dell’immagine di S. Cristoforo, all’angolo del corso 6 Aprile con piazza Ciullo, poco studiata in realtà, indica la presenza di un fiume ed il suo attraversamento. Il significato etimologico del nome Cristoforo sta ad indicare "colui che porta Cristo". Così la leggenda parla di un cananeo, per alcuni un gigante, che faceva il traghettatore su un fiume. Dunque non sarebbe un caso il fatto che l'immagine si trovi all'angolo tra piazza Ciullo e il Corso VI Aprile.

Quando la piazza diventa piazza? E perché nasce proprio in questo punto?

Sicuramente nei primi decenni del Cinquecento, il luogo diventa “importante”. La costruzione di Sant'Oliva, (1533) prima, e l'arrivo di Carlo V, dopo, nel 1535, danno un impulso significativo  a quel luogo. Determinante fu la scelta dei Gesuiti che decisero la costruzione della loro chiesa, scambiata da tutti come Matrice, nel 1650, nella parte alta del torrente, creando un nuovo scenario urbano.

Riassumendo, quella che conosciamo come piazza Ciullo, ha avuto altri nomi prima di quello con cui la conosciamo oggi?

Si. La nostra piazza ha assunto tre nomi nel corso della storia: piazza Maggiore, piano di S. Oliva e piazza Ciullo dal 1875.

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  1. Osservatore ha detto:

    Finalmente oltre alle brutte notizie di cronaca e/o politica, ci si può istruire con un pò di cultura, conoscendo un pò le nostre origini. Grazie…
    Una frase del grande Indro Montanelli cita “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”.

  2. Ignazio Longo ha detto:

    Ringrazio tutti gli autori per i commenti lasciati.

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