Braccio di ferro per una cava / parte seconda la replica della Sicilgesso

Pubblicato: lunedì, 28 ottobre 2013
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Riceviamo e pubblichiamo

"Egregio dott. Giacalone,

intervengo sull'articolo a sua firma comparso ieri su AlqamaH.

Lo faccio contrariamente alle mie abitudini che sono sempre state improntate a non alimentare polemiche, ma la capacità del sig. Palma di ribaltare la realtà miscelando alcune cose vere con altre totalmente destituite di fondamento mi obbliga a scriverle alcune mie considerazioni.

Cosa che peraltro ho già fatto anche nei confronti di tutta l'Amministrazione Comunale di Calatafimi Segesta, nel cui territorio Sicilgesso opera da 50 anni esatti. lo dirigo Sicilgesso dal 2 marzo del 1981 e dal 1984 ne sono anche l'Amministratore Delegato. L'azienda è cresciuta, è sicuramente una bella realtà, ma questo è sotto gli occhi di tutti.

La nostra cava è in c.da Chiuse ed è attiva dal 1969. L'area della cava è destinata all'estrazione del gesso anche nel PRG Comunale, nell'area non esistono vincoli paesaggistici, Sic, ZPS; esiste il vincolo idrogeologico presente in quasi tutta la provincia di Trapani. Non esiste vincolo rispetto al monumento di Pianto Romano (Garibaldi-Battaglia di Calatafimi) dal quale sono visibili anche altre cave.

Al mio arrivo il Baglio Chiuse era un ammasso di ruderi senza copertura di diversi proprietari, dai quali ho poi acquistato le parti non appartenenti a Sicilgesso e non certo per demolirle visto che praticamente già non esistevano.

La cava è in possesso di tutte le autorizzazioni previste per l'esercizio dell'attività. La cava è inserita nell'attuale Piano Regionale delle Cave.

Sicilgesso gestisce direttamente l'attività di estrazione della pietra di gesso. L'azienda ha sempre ritenuto indispensabile avere la proprietà della materia prima per proteggere gli investimenti, di svariati milioni di euro, effettuati in stabilimento e garantire futuro all'impresa. Abbiamo sempre ritenuto importante non dipendere da terzi per l'approvvigionamento della materia prima indispensabile all'attività aziendale limitandoci a farlo per brevi periodi per fare fronte ad eventuali emergenze (guasto degli impianti o altro). Basta osservare anche solo il panorama siciliano e nazionale per notare che tutti i maggiori produttori sono proprietari della materia prima principale, è così per il gesso, ma anche per la calce, per il cemento e altri.

La cava di Sicilgesso è piccola con una produzione forzatamente limitata, per tale motivo non vendiamo la materia prima estratta, ma la usiamo esclusivamente per la trasformazione in stabilimento. Questo concetto è fondamentale per avere chiara tutta la questione e per capire che non siamo concorrenti del Palma, non gli togliamo fantomatiche commesse.

E veniamo al sig. Palma. Nel luglio del 2009, in soli nove mesi, il sig. Palma ottiene l'autorizzazione ad aprire una cava in Comune di Calatafimi. Sottolineo i tempi perché una nuova attività in genere ha bisogno di tempi decisamente più lunghi per arrivare all'approvazione, parliamo peraltro di un'attività finalizzata alla sola vendita del materiale estratto e non alla sua lavorazione. Nel 2009 il sig. Palma mi ha mandato messaggi con svariate persone per propormi l'acquisto della materia prima, a tutti è stato risposto che non avevamo necessità della stessa essendo tra l'altro in atto una crisi che andava assumendo dimensioni preoccupanti.

A molti degli inviati è stato detto "se avremo necessità di materiale terremo in considerazione questa possibilità".

Contemporaneamente sempre nel 2009, anche noi avevamo chiesto un ampliamento della nostra cava al quale ha fatto opposizione la sig.ra Tosto Rosa, nostra confinante, suocera del Palma. Da quel momento è stato un susseguirsi di esposti, denunce e quant'altro nei confronti dì Sicilgesso e miei. Siamo stati sottoposti a frequenti ispezioni per un totale di 18 con la partecipazione anche di più Enti contemporaneamente (Il n° delle ispezioni rapportato ai singoli Enti raggiunge il n° di 32. Per curiosità le allego l'elenco di quelle che ricordo con certezza). Devo dire che i continui esposti hanno provocato a noi dei danni notevoli; infatti l'iter burocratico della nostra richiesta si è allungato a dismisura.

Strano che il sig. Palma protesti con la burocrazia, che con la sua cava e le sue denunce è stata sempre solerte, attenta e tempestiva.

Infatti il sig. Palma in tutta questa vicenda è stato appoggiato, consigliato e sostenuto da un ex onorevole nazionale molto introdotto nell'area politica degli allora Vertici della Regione.

I solleciti telefonici, per provvedere e accelerare le ispezioni nei nostri confronti, partiti da ambienti politici di alto livello istituzionale li hanno ricevuti tutti gli uffici: il Territorio, il Distretto Minerario, la Soprintendenza, il Comune etc.., e non sono stato solo io a sentire questi discorsi nei corridoi.

Di tutto questo Palma non parla, del tentativo di imporci l'acquisto della materia prima non dice nulla.

Del tentativo di venderci la cava a prezzi che non stanno né in cielo né in terra non dice; una cava senza vie di accesso, anzi induce a credere che Sicilgesso voglia comprare a prezzi irrisori.

Io semplicemente non voglio comprare; pretendo solo la libertà di impresa, e per questa mi batto. Quando si obbliga un imprenditore ad acquistare, ad es. il calcestruzzo, da un fornitore ben preciso come definiamo la vicenda? Quale è la differenza a parte le armi usate?

Di quale concorrenza si lamenta il sig. Palma, noi non vendiamo materia prima, non siamo suoi concorrenti; solo abbiamo il diritto di non comprare da lui né la materia prima, perché l'autoproduciamo, né la sua cava che peraltro non è in attività.

Una domanda dott. Giacalone, visto che lo ha riportato nell'articolo: per lei è normale che un "imprenditore" passi intere giornate con il binocolo a vedere cosa fanno gli altri? lo in 44 anni di lavoro non l'ho mai fatto, anzi non ho mai avuto un binocolo.

E l'associare maliziosamente il furto alla vicenda? Che ne dice?

Bene allora senta anche questa: giovedì 3 ottobre il Consiglio Comunale di Calatafimi Segesta ha approvato una delibera favorevole ad una proposta di Sicilgesso sul Piano delle Cave. Nella notte fra la successiva domenica 6 e il lunedi 7 ottobre, nella nostra cava alcuni ladri si sono appropriati di 1.700 litri di gasolio e per farlo hanno prodotto danni collaterali (lucchetti scassati, porte forzate, attrezzature rotte). E quindi cosa dovrei insinuare?

Perché il Palma dedica solo a noi la sua principale attività invece che impiegare le stesse energie per far lavorare la sua cava cercando di vendere il suo prodotto (futuro) a chi può averne necessità; come faccio anch'io e come fanno tanti imprenditori?

In tutta questa vicenda, a parte la solidarietà di chi mi sta vicino, a parte l'assistenza del legale di fiducia, mi sono sentito lasciato sempre maledettamente solo proprio da quegli uffici pubblici che dovrebbero tutelare chi rispetta le regole.

Ora vi sono le indagini in corso e se ho commesso errori (non misfatti) pagherò, però ora mi sento finalmente tutelato proprio dalle indagini.

Grazie per l'attenzione. Con la stima di sempre,

Calatafimi Segesta 22 ottobre 2013                             Marzio Bresciani."

L’ing. Bresciani con la sua lettera ci ha preceduti perché era nostra intenzione ascoltare la sua versione dei fatti. Bene abbiamo registrato le sue parole e le sue dichiarazioni, continueremo a seguire passo passo questa storia dove comunque la cosa che colpisce è quella che da qualunque parti la si guardi, o dalla parte di Bresciani o da quella del Palma, di mezzo c’è una burocrazia, la solita burocrazia regionale, che non sembra faccia sempre appieno i propri compiti. Siamo d’accordo con il dott. Marzio Bresciani. Ci sono indagini in corso e sicuramente saranno così meticolose da far luce su quanto accade.

R.G.

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  1. VM ha detto:

    Caro Sig. Palma, dovevo (come da sua richiesta) rispondere ai suoi commenti… Francamente non avevo molto da rispondere e volevo solo scrivere “NO COMMENT” (nel senso che lei fece fantascienza)…. L’Ing Bresciani ad ogni modo ha, nella verità, spiegato le cose come stanno. saluti

  2. Antonio ha detto:

    Questo mio commento potrebbe chiamarsi”che cè di male”. Cosa cè di male nel pretendere la chiusura della cava che serve una grossa azienta…… Che cè di male nel voler vendere per forza ad una grossa azienza una autorizzazione a cavare anche se l’azienda ne è già fornita…… Nulla salvo in particolare che queste cose succedono sempre in Sicilia (cambiano nome ma ….)

  3. Giovanni Palma ha detto:

    All’ing. Bresciani e p.c. al Dott. Giacalone, nonostante neppure io sia solitamente propenso a replicare o, come in questo caso, a controreplicare, la circostanza mi impone di farlo per evitare che possa essere diffusa un’informazione distorta rispetto a quella reale. Voglio ricordare all’ing. Bresciani che già tanti anni fa, quando della mia Cava non esisteva neanche l’idea, Sicilgesso incontrò difficoltà ad ottenere l’autorizzazione all’ampliamento, in quanto gli Enti preposti si erano già resi conto dei problemi di tipo ambientale. A quel punto, chiedendo l’intervento della Politica attraverso una interrogazione Parlamentare con primo firmatario l’on. Oddo ed altri deputati regionali e facendo leva sulle eventuali conseguenze occupazionali, attraverso manifestazioni ed interventi sindacali, anche in quel caso la ditta riuscì a superare l’ostacolo ottenendo l’autorizzazione seppur con diverse prescrizioni. In particolare l’ Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, che già nel ‘98 aveva prescritto di smaltire i materiali di risulta, depositati in maniera indiscriminata, secondo la Normativa Vigente, cosa che Sicilgesso, non solo non ha mai fatto, ma addirittura ha continuato a depositare materiali di risulta nelle stesse aree fino al 2007, così come accertato dalla Commissione di verifica nominata dal Direttore Generale dell’Assessorato Energia ed oggi al vaglio della Procura della Repubblica.
    Ora per ulteriore chiarezza preferisco commentare l’Articolo punto per punto.
    Bresciani: La nostra cava è in c.da Chiuse ed è attiva dal 1969. L’area della cava è destinata all’estrazione del gesso anche nel PRG Comunale, nell’area non esistono vincoli paesaggistici, Sic, ZPS; esiste il vincolo idrogeologico presente in quasi tutta la provincia di Trapani. Non esiste vincolo rispetto al monumento di Pianto Romano (Garibaldi-Battaglia di Calatafimi) dal quale sono visibili anche altre cave.
    Palma: anche se non esiste un vero e proprio vincolo rispetto a Pianto Romano, si tratta di un Monumento di grande Rilevanza Storica da tutelare e lo dimostra il fatto che la Soprintendenza di Trapani è sempre stata restia a rilasciare autorizzazioni, e quando lo ha fatto ha provveduto successivamente a revocarla, sostenendo che era troppo prossima al sito di Pianto Romano ed infine è tornata nuovamente ad autorizzare, non tenendo conto neanche del fatto che Sicilgesso non aveva mai rispettato la Prescrizioni imposte nei Nulla Osta rilasciati precedentemente, cosa che avrebbe dovuto fare revocare tutto.
    Bresciani: Al mio arrivo il Baglio Chiuse era un ammasso di ruderi senza copertura di diversi proprietari, dai quali ho poi acquistato le parti non appartenenti a Sicilgesso e non certo per demolirle visto che praticamente già non esistevano.
    Palma : che esisteva è provato dalle immagini google heart del 2004 /2005 e dalle foto aree in possesso dagli Enti Pubblici, infatti anche questo è stato accertato dalla Commissione citata prima, anche se quella la stessa ha cercato di giustificare la scomparsa del Baglio Chiuse con motivazione prive di fondamenti giuridici, al fine di tutelare l’operato di chi ha rilasciato il nulla osta, e dal Comune che ha scritto:il Baglio Chiuse non è più presente ma a questo Ufficio non è mai pervenuta nessuna istanza di demolizione.
    Bresciani: La cava è in possesso di tutte le autorizzazioni previste per l’esercizio dell’attività. La cava è inserita nell’attuale Piano Regionale delle Cave.
    Palma: che la cava abbia l’Autorizzazione prevista non vi è dubbio, bisogna capire con quale metodo sia stata ottenuta; riguardo al Piano Cave occorre dire che, negli anni in cui è stato redatto, l’Ing. Bresciani era componente del Consiglio Regionale delle Miniere e poi anche Presidente dell’Associazione degli Industriali di Tp ed ancora Componente della Commissione Ambiente della Provincia Regionale di Trapani
    Bresciani: Sicilgesso gestisce direttamente l’attività di estrazione della pietra di gesso. L’azienda ha sempre ritenuto indispensabile avere la proprietà della materia prima per proteggere gli investimenti, di svariati milioni di euro, effettuati in stabilimento e garantire futuro all’impresa. Abbiamo sempre ritenuto importante non dipendere da terzi per l’approvvigionamento della materia prima indispensabile all’attività aziendale limitandoci a farlo per brevi periodi per fare fronte ad eventuali emergenze (guasto degli impianti o altro). Basta osservare anche solo il panorama siciliano e nazionale per notare che tutti i maggiori produttori sono proprietari della materia prima principale, è così per il gesso, ma anche per la calce, per il cemento e altri.
    Palma:il fatto che Sicilgesso ritenga importante non dipendere da terzi non autorizza a non rispettare la legge, e non occorre dare giustificazioni dell’approvvigionamento esterno per brevi periodi (mesi) perché Sicilgesso con i propri Soldi può comprare dove ritiene opportuno.
    Bresciani: La cava di Sicilgesso è piccola con una produzione forzatamente limitata, per tale motivo non vendiamo la materia prima estratta, ma la usiamo esclusivamente per la trasformazione in stabilimento. Questo concetto è fondamentale per avere chiara tutta la questione e per capire che non siamo concorrenti del Palma, non gli togliamo fantomatiche commesse.
    Palma: anche questo è falso poiché il Materiale estratto pur venendo trasformato da loro stessi viene comunque immesso sul Mercato rendendolo saturo a discapito delle altre Aziende che operano nel Settore e le irregolarità commesse in Cava hanno consentito di abbattere i costi di estrazione e di poter fare una concorrenza Sleale

    Bresciani: E veniamo al sig. Palma. Nel luglio del 2009, in soli nove mesi, il sig. Palma ottiene l’autorizzazione ad aprire una cava in Comune di Calatafimi. Sottolineo i tempi perché una nuova attività in genere ha bisogno di tempi decisamente più lunghi per arrivare all’approvazione, parliamo peraltro di un’attività finalizzata alla sola vendita del materiale estratto e non alla sua lavorazione. Nel 2009 il sig. Palma mi ha mandato messaggi con svariate persone per propormi l’acquisto della materia prima, a tutti è stato risposto che non avevamo necessità della stessa essendo tra l’altro in atto una crisi che andava assumendo dimensioni preoccupanti.
    Palma: tengo a precisare che i tempi per ottenere l’Autorizzazione all’apertura della mia cava rientrano nella normalità, anche se più brevi di quelli richiesti per Autorizzare Sicilgesso, ma questo è stato determinato solo dal fatto che l’Amministratore di Sicilgesso ha sempre richiesto Autorizzazioni per siti improponibili, cosa che ha causato ritardi e talvolta il diniego, ma solo nei casi in cui una eventuale approvazione sarebbe apparsa ingiustificabile, come avvenuto allorquando Sicilgesso ha richiesto di realizzare una Cava in prossimità delle Case Popolari. Voglio, inoltre, ricordare all’ Ing. Bresciani che sono stato io stesso ad andarlo a trovare, previo appuntamento una prima volta nei locali del Comune di Castellammare del Golfo, poiché in quel periodo ricopriva la Carica di Sindaco e durante quell’incontro mi chiese di presentare diverse offerte a partire da un prezzo di fornitura ma anche di vendita dell’intera cava, cui non ero interessato. Come da lui richiesto, feci solo la Proposta di Fornitura presentando un preventivo, per il quale sono sempre stato accusato di aver richiesto una cifra quasi da estorsione. Ebbene a questo punto voglio rendere Pubblico anche questo Aspetto Economico: ho presentato un preventivo di euro 16,80 a tonnellata già frantumato e posto all’Impianto di Trasformazione; da considerare che la frantumazione ha un costo, che il trasporto inciderebbe per circa 4 euro tonnellata e che comunque si trattava di preventivo su cui eventualmente fare ulteriori valutazioni.
    Questa contrattazione è durata circa 2 anni, fino al giorno in cui sono stato contattato dallo stesso Bresciani per riferirmi che, a seguito della mia conversazione con il presidente della Sicilgesso, la proprietà della stessa voleva incontrarmi. L’incontro avvenne presso i locali della Sicilgesso ma non risultò risolutivo. Gli incontri successivi, in cui è stato chiesto solo di fare una proposta di vendita del bene, hanno portato alla conclusione che la Valutazione del bene doveva essere fatta da Soggetti tecnici terzi, uno per parte sicilgesso ed uno per parte mia. Dopo circa sei mesi e ripetuti solleciti al tecnico della Ditta Sicilgesso, il tecnico da me nominato consegna la relazione per parte sua, sul bene di 597.000 m cubi di gesso pari a circa 1.400.000 t di materia prima autorizzata, allegando la metodologia di valutazione attuata, giungendo ad un valore anche questa volta definito estorsivo. Di fatto però il tecnico nominato dalla Sicilgesso ad oggi, dopo circa un anno, non ha ancora concluso la sua Valutazione.
    Bresciani: A molti degli inviati è stato detto “se avremo necessità di materiale terremo in considerazione questa possibilità
    Palma: infatti al momento della necessità si rifornivano da Cave a centinaia di km, i cui soli costi di trasporto sono già superiori alla mia offerta, ma ripeto non voglio entrare nel merito di queste decisioni, perché la Ditta con suoi soldi può rifornirsi ove ritiene più opportuno, ma non vengano a dirmi che sono io a voler costringere Sicilgesso a comprare la materia prima dalla mia Cava, perché è chiaro che un comportamento del genere ha come unico scopo quello di costringere me a cedere la Cava ad un prezzo irrisorio.
    Bresciani: Contemporaneamente sempre nel 2009, anche noi avevamo chiesto un ampliamento della nostra cava al quale ha fatto opposizione la sig.ra Tosto Rosa, nostra confinante, suocera del Palma. Da quel momento è stato un susseguirsi di esposti, denunce e quant’altro nei confronti dì Sicilgesso e miei. Siamo stati sottoposti a frequenti ispezioni per un totale di 18 con la partecipazione anche di più Enti contemporaneamente (Il n° delle ispezioni rapportato ai singoli Enti raggiunge il n° di 32. Per curiosità le allego l’elenco di quelle che ricordo con certezza). Devo dire che i continui esposti hanno provocato a noi dei danni notevoli; infatti l’iter burocratico della nostra richiesta si è allungato a dismisura.
    Palma: il fatto che solo alcuni Enti abbiano accertato le tante irregolarità e le abbiano segnalate alla Procura della Repubblica potrebbe significare che le altre ispezioni non siano state fatte correttamente, ma su questo farà chiarezza chi ne ha la competenza
    Bresciani: Strano che il sig. Palma protesti con la burocrazia, che con la sua cava e le sue denunce è stata sempre solerte, attenta e tempestiva.
    Palma: se fosse stata solerte, attenta e tempestiva la cava Sicilgesso sarebbe chiusa da anni o forse non sarebbe mai sorta.
    Bresciani: Infatti il sig. Palma in tutta questa vicenda è stato appoggiato, consigliato e sostenuto da un ex onorevole nazionale molto introdotto nell’area politica degli allora Vertici della Regione.
    I solleciti telefonici, per provvedere e accelerare le ispezioni nei nostri confronti, partiti da ambienti politici di alto livello istituzionale li hanno ricevuti tutti gli uffici: il Territorio, il Distretto Minerario, la Soprintendenza, il Comune etc.., e non sono stato solo io a sentire questi discorsi nei corridoi.
    Di tutto questo Palma non parla, del tentativo di imporci l’acquisto della materia prima non dice nulla
    Palma: il Sig. Palma non accetta consigli da nessuno infatti non ho accettato nemmeno quelli dell’ing. Bresciani. Ma vuoi vedere che un comune cittadino che conosce un ex Onorevole, e già il solo fatto di essere ex la dice lunga, può avere un’influenza politica superiore a quella del Sindaco di Castellammare del Golfo appartenente al PDL (vicino al Sen) e inoltre amministratore delegato di una importante Società con grandi disponibilità Economiche?
    Bresciani: Io semplicemente non voglio comprare; pretendo solo la libertà di impresa, e per questa mi batto. Quando si obbliga un imprenditore ad acquistare, ad es. il calcestruzzo, da un fornitore ben preciso come definiamo la vicenda? Quale è la differenza a parte le armi usate?
    Palma:infatti non deve comprare, DEVE RISPETTARE LE REGOLE!
    E visto le vicende giornalistiche degli anni passati che lo riguardano ha fatto bene a non ricandidarsi a Sindaco.
    Bresciani: Una domanda dott. Giacalone, visto che lo ha riportato nell’articolo: per lei è normale che un “imprenditore” passi intere giornate con il binocolo a vedere cosa fanno gli altri? lo in 44 anni di lavoro non l’ho mai fatto, anzi non ho mai avuto un binocolo.
    Palma: infatti l’Ing. non ha bisogno di averlo perchè lo fa utilizzare al responsabile di cava, io ho una disponibilità economica inferiore e faccio tutto da me.
    Bresciani: E l’associare maliziosamente il furto alla vicenda? Che ne dice?
    Bene allora senta anche questa: giovedì 3 ottobre il Consiglio Comunale di Calatafimi Segesta ha approvato una delibera favorevole ad una proposta di Sicilgesso sul Piano delle Cave. Nella notte fra la successiva domenica 6 e il lunedi 7 ottobre, nella nostra cava alcuni ladri si sono appropriati di 1.700 litri di gasolio e per farlo hanno prodotto danni collaterali (lucchetti scassati, porte forzate, attrezzature rotte). E quindi cosa dovrei insinuare?
    Palma: intanto non è furto ma danneggiamento del Camion e del Binocolo, con furto di documenti e quindi il tutto assume significato diverso da un ipotetico furto di gasolio che con la crisi in atto e diventato ordinaria amministrazione.
    Bresciani: In tutta questa vicenda, a parte la solidarietà di chi mi sta vicino, a parte l’assistenza del legale di fiducia, mi sono sentito lasciato sempre maledettamente solo proprio da quegli uffici pubblici che dovrebbero tutelare chi rispetta le regole.
    Palma: Purtroppo alcuni uffici hanno tutelato colui che non le rispetta!
    Bresciani: Ora vi sono le indagini in corso e se ho commesso errori (non misfatti) pagherò, però ora mi sento finalmente tutelato proprio dalle indagini.
    Palma:preferisco non commentare e aspettare che la giustizia faccia il suo corso
    Grazie Giovanni Palma

  4. Giovanni Palma ha detto:

    Volevo ricordare all’Ing. Bresciani, che ora si sente tutelato dalle Indagini, che le Indagini le ho chieste io! quindi non capisco perche è arrabbiato con me che sto facendo di tutto per tutelarlo.

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