Solidarietà e congratulazioni a Bongiorno

Pubblicato: venerdì, 6 settembre 2013
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Tantissimi sono stati i messaggi di solidarietà e di congratulazioni al Presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, per la scelta di denunciare i tre estortori che gli chiedevano il pizzo.

Confindustria Trapani e LiberoFuturo, che da tempo collaborano al fine di costituire un movimento antiracket in provincia ed in particolare un'associaziazione di imprenditori a Castellammare del Golfo, a partire da quei colleghi che hanno denunciato e si sono costituiti parte civile, plaudono alla rapida conclusione dell'operazione odierna. Tale collaborazione si inserisce in un quadro più complessivo di collaborazione, ormai consolidata da anni, fra Confindustria Sicilia, FAI (federazione antiracket italiana), Liberofuturo e Addiopizzo.

Per il Presidente di Confindustria,Confindustria Sicilia, Antonello Montante la denuncia di Bongiorno è la dimostrazione che il codice etico scelto funziona, "incentiva i nostri imprenditori - commenta Montante - a denunciare perché non si sentono soli. Si sentono tutelati dal sistema confindustriale. Un altro caso “Libero Grassi” quando Grassi fu isolato dall’associazione degli industriali e lasciato uccidere, non accadrà più”.

Al coro di solidarietà si unisce anche il coordinatore provinciale trapanese di SEL, Massimo Candela.

"La denuncia contro gli estortori di Cosa Nostra, del Presidente di Confindustria Trapani Bongiorno - afferma Candela - è oltre che un atto di coraggio civile, un segnale di grande importanza per questo territorio. Intanto, perchè come raramente avviene è giunto senza che si aspettassero indagini in corso e poi, perchè consente di rendere palese il tema che da tempo si tenta di eludere. Cosa Nostra in questa provincia continua direttamente o indirettamente a condizionare pesantemente tutti i settori produttivi e non sono sufficienti i commenti postumi ma serve una costante battaglia sociale e civile, giorno per giorno. Esprimiamo - continua Candela - oltre alla nostra piena solidarietà anche il nostro apprezzamento per il cambio di rotta che Bongiorno sta imprimendo alla associazione industriali di Trapani, rispetto al passato".

Il Sindaco di Castelvetrano ha inviato una lettera di sostegno e compiacimento direttamente al Presidente di Confindustria.

Ancora una volta assistiamo all’inqualificabile azione di vigliacchi che pensano di poter operare al di fuori delle regole ed in spregio degli altri- scrive Errante- il coraggio mostrato dal dr. Bongiorno, che da uomo, da imprenditore e da responsabile di Confindustria ha voluto dire basta ad un ignobile ricatto, fornendo agli inquirenti gli elementi utili per portare agli odierni arresti, possa essere da esempio per i tanti che quotidianamente lottano per portare avanti le loro attività con impegno e dedizione. Nel rinnovare il nostro compiacimento e la nostra vicinanza al dr. Bongiorno lo invitiamo a portare avanti la sua azione quotidiana con rinnovato impegno perché la battaglia contro il malaffare è ancora lungi dall’essere vinta”. Per il Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, Paolo Salerno, oltre a complimentarsi dichiara: "La denuncia, fatta da Bongiorno a seguito della richiesta di pizzo da parte dei malviventi – dichiara Paolo Salerno – è perfettamente in linea con la battaglia che da qualche anno è stata intrapresa da Confindustria, sia in Sicilia che nelle diverse territoriali e che a Trapani, ricordiamo, si è fatta promotrice, nel 2008, con l’allora presidente Durante, della nascita dell’Associazione Antiracket e Antiusura". Anche i presidi di Libera Castellammare del Golfo e di Alcamo si congratulano con Bongiorno.

"Il presidio Piersanti Mattarella di C/mare del Golfo di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e l'associazione Castellolibero esprimono la propria vicinanza a Gregory Bongiorno, imprenditore castellammarese e presidente di Confindustria Trapani, per aver denunciato i propri estortori, e si congratulano con la Squadra Mobile di Trapani, per l'operazione con la quale sono finiti in manette Mariano Asaro, Fausto Pennolino e Gaspare Mulè. Con la speranza che siano sempre di più gli imprenditori e i commercianti a dire di 'no' al pizzo e a denunciare alle Forze dell'Ordine chi si rende protagonista di questi atti ignobili".

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