Smantellato il fortino della droga a Trapani– (foto)

Pubblicato: mercoledì, 10 luglio 2013
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TRAPANI - “Nassiriya”, è questo il nome che i Carabinieri della Compagnia di Trapani hanno dato all’indagine culminata alle prime ore di ieri mattina con una massiccia operazione che ha visto impiegati circa 70 militari dell’Arma della Compagnia del capoluogo, supportati in fase esecutiva dai colleghi di tutto il Comando Provinciale di Trapani e dalle unità cinofile antidroga.

Tale nome deriva dal luogo in cui si svolgeva prevalentemente l'attività di spaccio, ovvero in via Nassirya, collocata all'interno del difficile e impenetrabile quartiere “Fontanelle Sud”.

L'indagine antidroga ha condotto all'arresto di nove persone, sette delle quali condotte in carcere e due sottoposte all’obbligo di firma giornaliero presso caserme dell’Arma. Sono state eseguite contestualmente quattordici perquisizioni domiciliari, mentre altre cinque persone sono state raggiunte da informazione di garanzia. Per tutti il reato contestato è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L'operazione è il frutto di un'articolata attività investigativa iniziata nel dicembre del 2011 con il sequestro di 1,5 Kg di hashish ripartito in panetti e proseguita con intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di videoripresa dell'attività di spaccio, controlli e pedinamenti.

Il gruppo – che aveva già subito alcuni arresti nel corso delle attività investigative – si componeva di pusher e grossisti, il tutto organizzato e diretto da una donna: Francesca Incarbona, 33enne, la quale aveva assunto il ruolo di punto di riferimento e “capo” dei soggetti che si rifornivano degli stupefacenti,  prevalentemente sulla piazza di Palermo, per poi rifornire il mercato trapanese ed ericino.

Donna energica, risoluta e dalle maniere sbrigative, era presso la sua abitazione, situata al centro del popoloso quartiere Fontanelle Sud, che aveva costituito un vero e proprio fortino della droga, con tanto di vedette che segnalavano l’eventuale arrivo delle Forze dell’Ordine. La stessa abitazione già nel luglio dell’anno scorso è risultata blindata con porte e finestre munite di sbarre in ferro, che i Carabinieri hanno dovuto far rimuovere dai Vigili del Fuoco con le seghe elettriche per poter effettuare una perquisizione domiciliare.

Nel corso delle indagini si è anche proceduto, dopo lunghi servizi di pedinamento che hanno portato i Carabinieri a seguire i pusher fino a Palermo, ad alcuni arresti in flagranza di soggetti che – di ritorno dal Capoluogo regionale con le modalità più ingegnose e sempre diverse (ritorno in treno, autostop, pullman, taxi) – sono stati fermati dai militari con la sostanza stupefacente acquistata.

Nel gruppo dedito ai traffici hanno gravitato anche dei soggetti minorenni all’epoca dei fatti, che spesso si sono accompagnati con gli spacciatori, segnalati conseguentemente alla Procura dei Minorenni di Palermo.

In una occasione una giovane minore, controllata in compagnia della Incarbona di ritorno da Palermo, è stata riaffidata alla madre che, in quella occasione, aveva manifestato sdegno e rammarico per le “cattive frequentazioni” della figlia. Ed è proprio la madre della giovane, che tanto stupore aveva manifestato per le “cattive amicizie” della figlia, risulta ora indagata nell’ambito di questo procedimento penale per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, inserita nel gruppo di spacciatori vicini a Francesca Incarbona.

I sette soggetti tratti in arresto sono Incarbona Francesca, Acabo Giuseppe, Cherchi Giuseppe, Papa Vincenzo, Tesè Bernardo, Salafia Massimiliano Gaspare e Cherchi Pietrino. A questi si aggiungono Angelo Giuseppa e Orlando Rosario, madre e figlio, tratti in arresto nel corso delle perquisizioni di stamane in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio, perché trovati in possesso di 12 dosi di hascisc per complessivi 8 grammi circa.

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