La mancanza di lavoro e le vittime della malapolitica

Pubblicato: venerdì, 28 giugno 2013
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ALCAMO. Non c'è da stupirsi se ancora oggi, o per meglio dire ieri, abbiamo raccolto ancora un amaro frutto di anni di malapolitica e interessi clientelari. Non è certo per giudicare il gesto di chi disperato non trova altra soluzione che quella di farla finita. Ma c'è da riflettere se ancora siamo qui a parlare di un lavoro che manca sia per i giovani che per i meno giovani.

Anni di politiche clientelari, di favoritismi e sotterfugi del "ti aiuto se tu...", "ti sistemo io basta che tu..." non hanno portato che a questo e dovremmo sentirci un po' tutti responsabili se oggi alla chiusura dei rubinetti, che sembravano collegati ad una fonte inesauribile di denaro, c'è chi di disperazione muore o non trova il coraggio di affrontare altra vita, altre sfide. Non sembra proprio che il modello parentelare sia stato archiviato, come non sembra ancora che in molti comuni le poche risorse disponibili non vadano a rimpiguare le casse dei soliti noti. Quanti altri morti dovremo vedere prima di deciderci a mobilitarci affinchè tutto questo abbia fine?

Quanti altri amici, fratelli, familari o conoscenti dobbiamo veder partire per l'estero prima di riprenderci il diritto sacrosanto di manifestare contro chi, questo sistema lo ha creato e ha interesse a perpetuarlo?

Si susseguono i governi, le amministrazioni... il giro e la giostra della politica sembrano continuare ad alimentare molti animi, ma fino a che punto l'interesse di chi abbiamo delegato a rappresentarci è uguale a quello del singolo cittadino che le leggi non le scrive ma le deve solo leggere e seguire?

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