Il lavoro c’è ma la sede no

Pubblicato: mercoledì, 12 giugno 2013
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Gli effetti della crisi sul mondo del lavoro sono davanti agli occhi di tutti: la perdita dei posti di lavoro si palesa come una vera e propria emorragia, i tassi di disoccupazione si innalzano sempre più e non accennano ad arretrare, in un tale contesto la vicenda che interessa le sedi palermitane del colosso "Almaviva" sembra inverosimile e lascia sbigottiti.

Infatti, l’azienda, leader nel settore dell’information and Comunication tecnology, impiega nel capoluogo siciliano circa 4 000 persone,  a mettere a repentaglio il futuro lavorativo di 4000 persone è  incredibilmente la mancanza di una sede lavorativa, proprio cosi! Oggi nel pieno di una bufera economica, in un posto come il Sud Italia i cui tassi di disoccupazioni competono con quelli Greci, oggi a Palermo migliaia di  persone rischiano di perdere il loro posto di lavoro a causa  della mancanza di un luogo fisico dove potere continuare a svolgere il proprio lavoro. Incredibile ma vero!

L'Almaviva, infatti,  gestisce due grandi call center che attualmente sono ubicati in due edifici  ( via Cordova e via Marcellini), da anni si parla di fornire un’unica sede aziendale; se ne e' parlato, appunto, ma in realtà non si e' pervenuti a una soluzione  concreta, adesso  i due contratti di locazione  sono scaduti e la soluzione ai problemi logistici non e' più prorogabile. "Abbiamo indetto una manifestazione unitaria che si terra' il 14 giugno in Piazza Croci, bisogna dare un segnale forte-dichiara Massimiliano Fiducia RSU Cgil che aggiunge: "il ricorso ai contratti di solidarietà ha scongiurato la diminuzione del perimetro occupazionale e non e' ammissibile che migliaia di posti di lavoro siano messi a repentaglio a causa della mancanza di una sede lavorativa". Il segretario Slc-Cgil Maurizio Rosso e' perentorio: "Bisogna essere consapevoli che siamo davanti ad un problema sociale, in gioco vi sono 4000 posti di lavoro, chiedo  quindi una forte attenzione da parte delle istituzioni". "In Sicilia- aggiunge- l' emigrazione e' aumentata drammaticamente , occorre creare le condizioni affinché le aziende si radichino nel territorio, bisogna favorire lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro, sopratutto in un settore strategico come quello dei servizi".

Le dichiarazioni del segretario della Cgil non lasciano adito a fraintendimenti: "Ad Almaviva, la Cgil chiede di formulare un piano industriale che garantisca l' attuale occupazione e che rilanci il progetto della creazione di un grande polo di information tecnology. Dalle istituzioni pretendiamo che appoggino tale progetto in primis con l' assegnazione di una sede unica; chiediamo, quindi, che non si tentenni e che si superi ogni sorta d' ostacolo."

La situazione non si concilia, quindi, con altre perdite di tempo, le posizioni  delle rappresentanze sindacali e' netta, la soluzione e' chiara.  Tutti, quindi, si augurano che il buon senso e la ragionevolezza prevalga e si dia la possibilità a migliaia di persone di continuare a lavorare serenamente, aggiungere altro è superfluo, proprio superfluo....

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