La Corte dei Conti storce il muso sullo sforamento del patto di stabilità di Alcamo

Pubblicato: sabato, 11 maggio 2013
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ALCAMO- La Corte dei Conti storce il muso sulla questione dello sforamento del patto di stabilità del Comune di Alcamo. I magistrati contabili, che hanno ascoltato il sindaco e i responsabili dei servizi finanziari lo scorso 4 aprile, hanno storto il muso sui conti del Comune di Alcamo. Il giudizio negativo sulla questione dipende dal mancato rispetto del patto di stabilità del 2011 e del 2012, dall'aumento di 660 mila euro della spesa per il personale rispetto al 2010,  dalla bassa percentuale di riscossione delle entrate provenienti da sanzioni amministrative, dall'utilizzo improprio dei capitoli relativi ai "servizi per conto terzi", dalla presenza di consistenti residui passivi del Titolo II a fronte di esigui residui attivi in conto capitale, dalle criticità nella gestione della società "Civitas servizi srl".

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  1. michele ha detto:

    Come tutti i comuni d’Italia. Mi sono informato e mi è stato detto che il Comune di Alcamo è in attivo ma che non rientra nei parametri fissati dal patto di stabilità, che è una norma che tutti vogliono cambiare e che imbriglia qualsiasi amministrazione.

  2. antonio cocozza ha detto:

    …non mi ricordo chi era sindaco nel 2011-2012…forse e’ il “de cuius” che dovrebbe dare spiegazioni al gentiluomo Bonventre.

  3. edop ha detto:

    Nei dibattiti consiliari si sente spesso pronunciare le parole, “carenza di personale” tutte le volte che si vuol giustificare il mancato o parziale espletamento dei servizi al cittadino: un fra tutti, la mancanza di personale per l’apertura domenicale dei parcheggi in p.zza Bagolino.
    L’aumento della spesa per il personale richiamata dalla corte dei conti mette in luce a mio giudizio, il peggioramento della produttività del lavoro e cosa più importante una scarsa attività di ricollocamento del personale da un settore all’altro. Attività che risponderebbe a sani principi di economicità e trasparenza.
    Forse l’aumento della spesa era inevitabile, perchè dovuto in ottemperanza alla normativa contrattuale in vigore. Di certo il ricollocamento del personale è fattibile e soprattutto un dovere farlo

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