Arrestati dai Carabinieri di Alcamo sei clandestini evasi dal CIE di Trapani

Pubblicato: giovedì, 28 marzo 2013
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ALCAMO – Sono storie tragiche, di gente che va via dal proprio Paese perché vive in condizioni di forte precarietà e approda sulle coste siciliane con la speranza di migliorare la propria vita; e invece qui li attende solo il Centro di Identificazione ed Espulsione, un vero e proprio carcere. Come a riecheggiare la terribile sorte degli extracomunitari che tentarono di scappare dal Serraino Vulpitta, rimanendo vittime delle fiamme, nel 1999 a Trapani, lo scorso 25 e 26 Marzo una quindicina di extracomunitari sono scappati dal  Centro di Identificazione ed Espulsione sito in Contrada Milo a Trapani e si sono dileguati nelle campagne.

Sono stati rintracciati dai Carabinieri di Alcamo che, avvertiti da un istituto di vigilanza che aveva notato dei movimenti sospetti all’interno del ristorante“Mediterraneo Segesta” a Segesta,  all’ interno della vecchia Stazione Ferroviaria, si sono recati sul posto. Le operazioni, coordinate dal Capitano Savino Capodivento, hanno permesso l’arresto di uno degli uomini, che si erano introdotti nel ristorante, in quanto colto in flagranza di reato per furto aggravato ai danni del predetto esercizio commerciale avendo scassinato la porta del ristorante e avendo fatto razzia di ogni genere alimentare custodito all’interno del locale creando anche svariati danni per l’ammontare di migliaia di euro.

Dopo aver organizzato una battuta per la ricerca degli altri due uomini che sono stati trovati, insieme ad altri sette clandestini vicino i binari del treno, forse per tentare ancora una volta una fuga. Gli extracomunitari con un tentativo disperato hanno poi cominciato a scagliare delle pietre contro i Carabinieri. Dopo essere stati circondati, giunti al fiume Gaggera qualcuno di loro ha tentato di tuffarsi in acqua, ma il freddo li ha bloccati. Sono stati condotti poi in caserma ed è arrivata lì la conferma che il gruppo era esattamente quello evaso dal Centro di Trapani, dove sono stai ricondotti.

Sono storie di uomini che non sfiorano le nostre sensibilità e la nostra umanità. Chiunque li giudicherebbe male, in fin dei conti hanno scassinato un locale; ma sarebbe bene riflettere su ciò che avviene attorno a noi  e guardare anche queste persone innocenti che hanno la sola colpa di vivere in un carcere per aver aver provato a migliorare la propria vita e affamati, hanno provato a rubare del cibo. Ma se fosse capitato a noi?

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