Il Senatore D’Alì interviene sull’abolizione delle province

Pubblicato: giovedì, 14 marzo 2013
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ROMA. Il senatore Antonio D'Alì, interviene in merito alla vicenda  sull'abolizione delle provincie in Sicilia, tema affrontato negli ultimi giorni nel Consiglio Regionale, suggerendo, come unico elemento di risparmio sulla spesa pubblica, la fusione tra comuni in grandi aree metropolitane. D'Alì, attraverso una nota, ha trasmesso ai deputati della Regione Sicilia del PDL e ad alcuni componenti della delegazione trapanese, alcuni possibili emendamenti per una concreta fusione tra comuni, riducendo così i centri di spesa e dei punti di interlocuzione burocratica.

«La riforma delle province in Sicilia va meglio meditata. Essa rappresenta comunque una grande occasione per individuare i veri centri di spreco e di potenziale semplificazione. Ciò che bisogna perseguire - ha commentato il parlamentare trapanese - è infatti l'interesse dei cittadini, non solo degli apparati; non possiamo ribaltare il risparmio pubblico, di per sé importante, su un aumento dei costi per i cittadini. Ridurre l'eccessivo numero di comuni e di burocrazie comunali, che potrebbero essere accorpate in contesti omogenei unici e non consortili, potrebbe essere il punto di congiunzione tra risparmio pubblico ed efficienza dei servizi e semplificazione, e quindi risparmio delle famiglie».

«L'esempio più eclatante - ha continuato - è quello dei territori urbani contigui, come i comuni di Trapani ed Erice, ma si deve pensare oltre, ed anche in questo caso guardare ad una unica realtà ancor più ampia che configuri una omogeneità  territoriale naturale e sociale in grado di mettere le comunità nelle condizioni di fornire servizi efficienti agli abitanti e veri supporti di competitività burocratica alle imprese. Nella società trapanese ed ericina il dibattito da me sollevato ormai da oltre un decennio oggi si è arricchito di nuovi e preziosi contributi di idee che possono e devono trovare concreto sbocco operativo in una coraggiosa riforma dell'assetto degli enti locali nell'intera Regione. Perché non giungere alla fusione dell'intera area metropolitana trapanese ed ericina con un  solo sindaco/presidente (al posto di otto sindaci) una sola giunta (dieci assessori al posto di oltre trenta) un solo consiglio comunale (trenta consiglieri al posto di centocinquanta!) un solo ufficio tecnico, un solo piano regolatore, un solo carico burocratico e così via?».

«È nei costi e nelle burocrazie comunali  il vero spreco di risorse. L'abolizione delle Province sostituendole con un numero certamente maggiore di loro consorzi (abbiamo dimenticato la devastante esperienza dei tanti ATO in Sicilia?) non  so fino a che punto costituisca un vero risparmio se limitato al taglio dei loro organi di rappresentanza politica e poi accompagnato da un nuovo carico derivante dalla costituzione dei nuovi, e più numerosi, consorzi. In realtà il personale e le competenze che oggi sono il maggior carico alle Province sarebbero trasferiti ai comuni o ai loro consorzi e le risorse finanziarie pubbliche necessarie sarebbero pressappoco le stesse. Ciò che in realtà bisogna invece fare è diminuire i centri di spesa e di frammentazione burocratica che portano ad un costo eccessivo della parte pubblica e quindi per i cittadini chiamati  ad alimentarla con ulteriori aumenti dei tributi locali. Immaginiamo altresì di destinare i risparmi derivanti dalla abolizione delle province e dalla fusione dei comuni alla ripresa degli investimenti accompagnando la manovra con una corrispondente esenzione degli stessi investimenti dal patto di stabilità, sul quale tema peraltro occorre che anche i cittadini si mobilitino direttamente con un ampio movimento di opinione. Veramente l'auspicio è che l'Assemblea Regionale Siciliana non si lasci travolgere da momenti meramente demagogici (e per qualcuno di furbo opportunismo per possibili nomine!) e non stravolga senza prospettive di effettivi risultati gli assetti esistenti, ma elabori con fermezza e rapidità una compiuta e veramente razionale e rivoluzionaria riforma delle autonomie locali in Sicilia».

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  1. il cittadino vigile ha detto:

    …il PDL in campagna elettorale ha promesso che voleva l’abolizione di tutti le province…adesso come sempre fa’ retromarcia !!!
    La Vergogna continua…

  2. alcamonondorme ha detto:

    Il Senatore D’ALì imputato per il reato di concorso esterno per associazione mafiosa è contro l’abolizione delle province, BENE. NE PRENDIAMO ATTO.

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