Sequestrati beni per un valore di 88 mila euro a una falsa cieca

Pubblicato: giovedì, 20 dicembre 2012
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E' accaduto a Marsala, che una donna di 73 anni fino ad oggi avesse percepito una pensione di invalidità, perchè, come certificava la sua documentazione sanitaria, G.A. sembrava essere del tutto cieca.

E' stato possibile smascherare la donna, grazie a una segnalazione pervenuta alla Guardia di Finanza. Da lì sono cominciate una serie di verifiche con gli enti previdenziali, incrociando i dati dell'INPS con quelli dell'Azienda Sanitaria Provinciale, registrando delle incongruenze. In seguito, pedinamenti e appostamenti, hanno permesso in breve tempo di acquisire filmati inequivocabili, visionati anche da medici specialisti in oculistica, che hanno lasciato ben pochi dubbi sulla truffa che la signora marsalese portava avanti ormai dall'ottobre del 2002, data in cui le veniva riconosciuta la cecità assoluta.

Dal maggio 2004 dunque lo Stato aveva cominciato a erogare alla donna i relativi contributi assistenziali e nel 2006 una commissione composta da quattro medici le aveva confermato la  cecità totale.

La falsa cieca ed i medici implicati nella vicenda sono stati dunque denunciati, alla Procura della Repubblica di Marsala per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsa perizia per induzione. Tre dei medici componenti la commissione erano già stati denunciati lo scorso giugno dalla Compagnia di Marsala per aver riconosciuto, nel 2005 e 2006, cardiopatie inesistenti in favore di sedici soggetti sulla base di documenti chiaramente falsi. E’ scattato, quindi, il sequestro per equivalente per un valore di oltre 88.000 euro sui beni mobili ed immobili riconducibili alla falsa cieca e ai medici coinvolti, importo coincidente con le somme corrisposte dall’INPS in favore della falsa invalida a partire dal 2006, attesa la prescrizione dei fatti antecedenti.

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  1. Il Cittadino Attivo ha detto:

    PER LA LEGGE DEL CONTRAPPASSO LO STATO POTREBBE ASSEGNARE, COME PENA, UNA “PENSIONE FALSA” ALLA FALSA CIECA “PIZZICATA” A TRUFFARE L’INPS…

    NULLA OSTA A CHE OGNI MESE DETTA GENTILE SIGNORA SI RECHI PUNTUALMENTE ALLO SPORTELLO POSTALE PIÙ’ COMODO ET IVI RICEVA UNA SEMPLICE RISPOSTA STIGMATIZZANTE PER IL MESE A VENIRE: “SIGNORA, MI SPIACE, LE HANNO RILASCIATO UN FALSO CERTIFICATO DI PENSIONE… RITENTI IL MESE PROSSIMO, SE FORTUNATA”….

    COSÌ SI POTREBBE ARRIVARE ANCHE ALLA FUNZIONE RIEDUCATIVA DELLA PENA OLTRE CHE PUNITIVA, NO????

  2. elio cordero ha detto:

    C’è poco da scherzare, bisogna capire da dove proveniva la raccomandazione politica e arrestare il MANDANTE.

    Questo sono i risultati di culture mafiose da eradicare.

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