La notte del Cavaliere

Pubblicato: lunedì, 17 dicembre 2012
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C’è una cosa che mi colpisce più di tutte, guardando i tiggì degli ultimi giorni, inutilmente concentrati su quanto farà o meno il sosia più giovane ma inespressivo di Berluscao: ha smesso di ridere il Cavaliere. E ciò non è dovuto solo alla paura che si stacchino i punti che tirano la pelle dietro le orecchie. No, dopo gli ultimi lifting aveva imparato a ridacchiare sollevando solo da un lato la bocca in un ghigno secondo i suoi sostenitori rassicurante. No, quella maschera che aveva mostrato fino a pochi mesi fa ad ogni incontro con le telecamere, indossata per trasmettere ottimismo come ogni manuale del buon venditore raccomanda, è evidentemente stata inghiottita dalla montagna di preoccupazioni che lo assillano. Dov'è finito il partito dell'ottimismo? Contro i sondaggi che danno il Pdl in calo continuo da oltre un anno, le elezioni comunali perse quasi ovunque con una miriade di suoi protetti tornati a spasso che reclamano un posto al sole e le azioni (cioè, ricordiamolo perché può essere utile ai più distratti, i debiti) delle sue aziende in picchiata, ha provato a schierare alternativamente il Delfino Alfano, la Prestanome Marina e ora perfino il Rompiballe Monti, ma il partito non riesce a tornare sopra quota 15%. E mentre personaggi inquietanti molto vicini a lui, gli lanciano inequivocabili messaggi di avvertimento di non osare mollare la sua vera “base” (mi riferisco al benemerito ancora senatore della Repubblica, malgrado tutto, Michele Dell’Utri), il problemone del Cav diventa ora come pagare i prossimi stipendi dei 126 Senatori e dei 206 Deputati uscenti del Pdl, quasi tutti avvocati suoi o del citato senatore Dell’Utri, finora, ripeto, ripagati ampiamente con soldi pubblici per l’ottimo lavoro svolto come avvocati difensori anche in sede legislativa. Se infatti la soglia del partito sarà confermata al 15%, il numero dei parlamentari del Pdl scenderà drasticamente di quasi due terzi, lasciando a spasso oltre 200 poveri peones parlamentari. Ed ecco spiegati i disperati spostamenti degli ultimissimi giorni nel centrodestra per nuovi movimenti o formazioni politiche, aggregamenti al centro o aggiustamenti verso destra, nel disperato tentativo di garantirsi una nuova poltrona alleandosi con chiunque, fosse anche Belzebù La Russa in persona. Ci sono gli ex An (alcuni di loro, diciamo quelli di lungo corso) che stanno apprestandosi a varare una formazione che riprende il secondo nome dell’ex ex-partito (l’Msi), Destra nazionale, mitigandolo verso il centro; sembra uno scherzo e invece non lo è, il nome di grande fantasia (da quale pubblicitario burlone si saranno fatti consigliare?) sarà Centro-destra nazionale. Gli altri ex An, i “giovani” (almeno anagraficamente, perché le loro facce hanno almeno un decennio di onorata carriera televisiva) rottamatori, hanno dato il via ad un nuovo movimento che si riposizionerebbe più al centro, nel solco del Partito popolare europeo, ma siccome in Italia il termine “partito” è visto come il fumo negli occhi dagli elettori, hanno deciso di eliminare tale parola dal nome del movimento, denominato così “Italia popolare”. E come faranno allora a riposizionarsi i pidiellini europeisti che avrebbero voluto anche loro richiamarsi al Ppe? Nell’ultima riunione, pensa che ti ripensa, hanno partorito prima “Sempre Più Popolari E Libertà”, ma l’avverbio “sempre” mal si combina con la politica italiana continuamente alla ricerca di formazioni giovani (nel nome, per riciclare gli stessi politici). Poi, a qualcuno con l’idea di far contento anche il siciliano Lombardo, è venuto “Partito Italiano Popolari Per le Autonomie”, ma gli hanno gentilmente fatto notare che l’acronimo era P.I.P.P.A. e lo hanno mandato a quel paese (quello di Lombardo, intendo). Infine hanno seriamente preso in considerazione le espressioni più concrete, “Centro-centro-in-fondo-a-destra” e “Popolari Più Popolari di Quelli Là”, nel secondo caso, dicono, non è specificato esattamente chi siano Quelli Là, ma vi si allude signorilmente. A tutt’oggi si dibatte tra queste due ultime proposte che forse saranno oggetto delle famose prime primarie del centro-destra. Infine non si può non fare cenno ad almeno altri due gruppi rilevanti del partito del Cav ancora in fase di riorganizzazione: il gruppo veline-ministro e quello dei Batman & co. Il gruppo femminile spinge ancora per la candidatura del Cav e per una loro nomina personale a Ministre una volta ridiventato Premier, “è il minimo che mi deve” dichiara una di loro, “per quanto ho dovuto sopportare da lui e dal suo culo flaccido” (wow, che stile, signora!). Il gruppo dei Batman & co. sostiene invece tranquillamente di avere tutti i numeri per ricandidarsi, tra loro infatti militano alcuni degli esponenti del Pdl più votati nelle scorse elezioni (proprio er Batman, ad esempio, fu il consigliere più votato alle elezioni regionali del Lazio del 2010 con ben 26.217 voti, pur essendo già nel 2005 stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il comune di Anagni di cui era sindaco per appropriazione di denaro pubblico – i segnali evidentemente c’erano già stati, ma gli elettori non avevano voluto coglierli); d’altronde la legge anticorruzione da poco approvata non impedisce anche dalle patrie galere di essere eletti. E subito dopo ci toccherà scarcerarli. In questo bailamme il vecchio Cav tenta di dirigere una baracca che affonda promettendo a destra e (a manca no) al centro, posti, prebende, assicurazioni sulla vita, favori sessuali, visibilità mediatiche, favolosi premi non meglio specificati, ma non riesce ad avere lo stesso appeal di una volta. Allora passa alle minacce regionali, alle vendette animaliste (riferendosi erroneamente alle bestie di satana), all’azzeramento di tutte le statuette e miniature da souvenir, alla vendita di cannoli siciliani per tutti i rifugi alpini, alla presenza di Apicella in ogni trasmissione televisiva per i prossimi 5 anni. È la notte del Cavaliere, malinconica, sgradevole, biliosa. Il giorno dopo ricompare con una nuova maschera, abbozza una mezza smorfia laterale e allarga le braccia per accogliere il nemico Monti. Ma voi nei panni del professore passereste una notte con il Cavaliere?

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