Libera esprime la propria solidarietà al Procuratore Viola

Pubblicato: sabato, 15 dicembre 2012
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TRAPANI - Il coordinamento provinciale trapanese dell'associazione Libera esprime la propria solidarietà nei confronti dell'intimidazione subita nei giorni scorsi al Procuratore Marcello Viola.

Non c’era certamente bisogno di apprendere dell’ennesima intimidazione per capire che oggi a Trapani si è spinto fin troppo avanti il fronte di chi vuole contrastare il lavoro di Magistrati e Giudici. La notizia appresa ci rattrista molto. E’ forte e sincera la solidarietà che rivolgiamo al procuratore della Repubblica di Trapani dott. Marcello Viola così come è forte ed accorato l’appello che rivolgiamo alla società civile perché una volta e per tutte si affranchi dal vile fenomeno mafioso che ancora attanaglia questa provincia. Dinanzi ad episodi come quello appreso dalla stampa in queste ore (l’anonimo giunto al procuratore) e non dimenticando anche le precedenti intimidazioni che hanno riguardato lo stesso ed altri magistrati trapanesi, nessuno, diciamo NESSUNO può stare in silenzio o addirittura non si può minimizzare, e questo da qualunque parte provengano questi segnali essi vanno respinti “perché il silenzio – sottolinea Salvatore Inguì coordinatore provinciale di Libera a Trapani - rischia di diventare complice”.

“Oggi – continua Inguì - poi siamo ancora di più preoccupati perché dinanzi a quanto accade è incredibile la risposta del Governo rispetto a chi amministra la Giustizia e rappresenta lo Stato in una sua articolazione così delicata e in un posto di frontiera. La sezione dell’Anm trapanese ha appena denunciato che con il nuovo anno andranno via dal Palazzo di Giustizia 10 tra magistrati e giudici per cui amministrare la giustizia, penale e civile, sarà cosa al quanto ardua”.

”Il prossimo 21 dicembre alle 9,30 – conclude Inguì - ci ritroveremo nell’aula bunker del carcere di San Giuliano per ricordare una vittima della mafia, un Servitore dello Stato, un uomo fedele alle Istituzioni che con la vita ha pagato il suo alto Senso del Dovere, l’agente penitenziario Giuseppe Montalto, il 23 dicembre saranno trascorsi 17 anni dal suo barbaro omicidio. Montalto   lo ricorderemo dovendo purtroppo riconoscere che ancora oggi c’è uno Stato che sa piangere le vittime e finisce anche con il far piangere lacrime amare ai sopravvissuti”.

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