Costituito il presidio di Libera ad Alcamo – (foto)

Pubblicato: lunedì, 19 novembre 2012
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ALCAMO. Domenica mattina, presso il collegio dei Gesuiti, si è svolta la cerimonia di inaugurazione del Presidio di Libera ad Alcamo. A tenere a battesimo il neo presidio Libera regionale, grazie alla presenza del coordinatore regionale Umberto Di Maggio, e provinciale, con la presenza  coordinatore per Trapani Salvatore Inguì. Alla Cerimonia erano inoltre presenti Rino Giacalone, noto giornalista nonchè componente di Libera Informazione e i due componenti del nuovo presidio Miriam Labita, referente per Alcamo, e Marcello Contento.

Il presidio è stato intitolato ai due militari morti nella strage della casermetta di Alcamo Marina, del 27 gennaio 1976, in cui persero la vita Carmine Apuzzo, 19 anni, e Salvatore Falcetta, di 35.  A salutare il nuovo presidio anche i familiari di quest'ultimo che hanno ricordato il loro congiunto e l'importanza di non dimenticare le vittime di mafia e le loro famiglie.

Rino Giacalone ha invece sottolineato l'importanza di parlare di mafia per non dimenticare quanto essa sia oggi sommersa ma presente nelle istituzioni, nei palazzi di potere; di questi giorni è la revoca del 41 bis a Gioacchino Calabrò, colpevole di numerosi omicidi e accertato appartenente della cosca mafiosa di Castellammare del Golfo. Giacolone ha inoltre ricordato che ad Alcamo stessa accadono, ancora oggi, situazioni anomale come quella che vede coinvolto Filippo Di Maria, giardiniere del senatore Papania e al contempo esattore del pizzo per la mafia.

A intervenire anche il Sindaco di Alcamo che ha commentato positivamente l'avvio del nuovo presidio e ha comuicato tutto il proprio impegno nella lotta contro il potere occulto. Bonventre ha, infatti, esplicitato di aver già fatto alcune segnalazioni alle forze dell'ordine circa diversi individui di dubbia moralità che tentano di avvicinarsi al comune.

Infine la neoreferente del presidio alcamese Miriam Labita ha spiegato il motivo dell'intitolazione ai due carabinieri, spiegando l'importanza di riportare alla memoria anche le vittime meno illustri che la mafia ha fatto nel corso della sua lunga storia. La territoritorialità è l'altra motivazione di fondo.

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