Jannuzzo a Valderice

Pubblicato: sabato, 1 settembre 2012
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IannuzzoValderice. Gianfranco Jannuzzo, da molti considerato l'erede di Renzino Barbera nonchè pupillo di Gino Bramieri, sarà in scena Sabato 8 sul palco "Nino Croce" di Vaderice. Oggi invece l'attore incontro la stampa presso l'anfiteatro nella pineta di San Barnaba, a partire dalle 11 di mattina.

Con Renzino Barbera, scomparso tre anni fa, aveva scritto lo spettacolo "Recital", proprio lo spettacolo che porta in scena a Valderice. Spettacolo che negli anni ha subito molte variazioni, fino alla versione attuale che oltre ai cavalli di battaglia permette di vedere molti inediti.

Il costo del biglietto è di 20 euro o 10 euro in base al settore dell'Anfiteatro.

Lo stesso autore ha dichiarato, mediante il suo ufficio stampa: «Ho  sempre  cercato di raccontare gli italiani attraverso l’uso dei nostri dialetti, convinto, come sono, che essi abbiano,  per  la  loro naturale immediatezza, spontaneità, ricchezza  di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria e che rivelino, quasi sempre, il carattere, l'intima indole  di chi li adopera: Veneti, Calabresi, Liguri o Campani che siano. Siamo tutti orgogliosi di essere Lombardi o Lucani , c’è sempre in tutti noi tanto sano campanile, ma alla fine siamo semplicemente orgogliosi di essere Italiani. “Recital” è uno spettacolo nel quale accanto a quelli che considero i miei “cavalli di battaglia” presento alcuni brani inediti. Racconto la mia Sicilia, così come l'ho vissuta e conosciuta; la Sicilia che ho imparato ad amare   grazie all'amore che ne avevano e ne hanno i miei genitori.

Una Sicilia allegra e amara, spensierata e triste, meravigliosa e spietata, solare e introversa, indolente e attiva. Isola, forse, ma sicuramente Ponte per mille culture.

Ne racconto le contraddizioni. La Sicilia ricca, fertile e ubertosa di Federico II  "Stupor Mundi "e la Sicilia umiliata, ferita e vilipesa  delle stragi e dei caduti"  Orror Mundi". E raccontando la Sicilia racconto gli italiani che con il nostro straordinario senso dell’ umorismo sappiamo ridere di tutto e di tutti  e soprattutto, cosa ancora più importante, di noi stessi».

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