Vittime sul lavoro: morto mentre puliva un silos

Pubblicato: lunedì, 23 luglio 2012
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MARSALA - Un marocchino 34enne, Youssef Mortaba, è morto, nella cantina ''Mothia'', alla periferia di Marsala, mentre lavorava alla pulizia di un silos in acciaio utilizzato come contenitore di vino.

Un'altra vittima sul lavoro ed un'altra vittima non italiana. L'operaio molto probabilmente è deceduto per avere respirato le esalazioni tossiche rimaste nel contenitore dopo lo svuotamento. Purtroppo si tratta di un incidente frequente nelle cantine e anche nelle cantine Marsalesi non è la prima volta che nelle cantine che si verificano incidenti mortali di questo genere.

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  1. Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro ha detto:

    In italia è in vigore il DPR 177/2011 “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti…”

    Lo stesso indica le procedure e misure di prevenzione da attuare nei lavori svolti in ambienti confinati(Silos, cisterne, fogne ect ect) nello specifico prima dell’inizio dei lavori è necessario:

    – effettuare una specifica analisi per l’identificazione dei pericoli dalla quale deve discendere una adeguata valutazione dei rischi
    – definire specifiche procedure operative che individuino:
    – stabilire adeguate modalità di gestione di un’eventuale emergenza in funzione del rischio presente, dell’accesso (orizzontale o verticale, a livello del suolo o in quota), delle dimensioni e delle caratteristiche strutturali dell’ambiente confinato, anche eventualmente in coordinamento con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e dei Vigili del Fuoco;
    – informare, formare e addestrare i lavoratori coinvolti nell’attività con particolare riferimento all’applicazione delle procedure e all’uso dei DPI, della strumentazione e delle attrezzature di lavoro sulla base delle attività da svolgere e dei rischi presenti.

    Va valutata quindi:

    – la necessità, in alcuni casi, di ricorrere a una ventilazione forzata o altri mezzi idonei;
    – la necessità, tipo e frequenza dei monitoraggi ambientali (prove di abitabilità) attraverso adeguata strumentazione di rilevamento (ad es. strumenti che rilevano la presenza di più gas, il contenuto di ossigeno, il livello di contaminanti, il livello di esplosività, le condizioni microclimatiche);
    – l’opportunità di eseguire il monitoraggio in continuo, quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera.
    – l’eventuale presenza di rischi indotti dalle lavorazioni previste (ad es. formazione di fumi)
    – la modalità di verifica dell’idoneità e funzionalità delle attrezzature di lavoro e di soccorso;
    – la modalità di verifica dei requisiti e dell’idoneità dei DPC (dispositivi di protezione collettiva) e dei DPI;

    Come tristemente accade, anche nei luoghi di lavoro, la normativa non viene applicata a discapito della vita umana, serve più cultura della sicurezza sul lavoro ed una maggiore sensibilizzazione di tutte le figure coinvolte nella gestione della sicurezza aziendale..

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