Fundarò propone una mozione a sostegno delle tv e dei periodici locali

Pubblicato: lunedì, 23 luglio 2012
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ALCAMO - Il consigliere comunale, nonchè capogruppo del PD, Antonio Fundarò, ha presentato una mozione di indirizzo al presidente del consiglio comunale e per conoscenza al sindaco su “Sostegno alle TV ed ai periodici locali". Tale mozione è nata dalla difficoltà nella quale si trovano periodici ed emittenti locali che operano nel territorio alcamese.

“Spegnere le voci delle TV locali o chiudere le testate giornalistiche a carta stampata, talune di esse storiche davvero, - precisa Fundarò - impoverirà culturalmente il territorio. E' necessario aprire il prima possibile un tavolo di crisi anche attraverso il coinvolgimento degli attori interessati, editori, direttori, giornalisti, collaboratori e cameramen, tutti davvero di qualità sul territorio alcamese”.

“Vero è – continua Fundarò – che facebook  si è, sovente, sostituito ai mezzi di informazione, ma sta di fatto che spesso lo ha fatto alterando fatti e verità, pur rappresentando un innegabile mezzo attraverso il quale evidenziare disfunzione ed avanzare proposte interessantissime e di tutto rilievo”.

Le difficoltà delle tv locali e della carta stampata sono dovute, in particolare, ai problemi nel reperire le risorse economiche per garantire efficienza, puntualità, tempestività, oltre che al perdurare della crisi economica, che si riflette anche in minori introiti pubblicitari per le emittenti del territorio e la stampa dei periodici.

“É necessario intervenire nella vicenda per quanto di competenza per garantire il pluralismo dell’informazione ad Alcamo e nel comprensorio” - ha continuato Antonio Fundarò - anche perché quello della scomparsa delle tv e dei periodi locali, è anche un problema occupazionale serio”.

La mozione di indirizzo prevede quindi l' istituzione di un tavolo permanente dell’informazione e la destinazione di una quota di fondi per la comunicazione a favore delle televisioni locali, dei periodici locali, sia a carta stampata che online, anche attraverso forme di pubblicizzazione delle attività amministrative e consiliari e di eventi di particolare rilievo culturale, economico e turistico.

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16 Commenti
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  1. Il Cittadino Vigile ha detto:

    Vogliamo la diretta televisiva del consiglio comunale di Alcamo !!!

  2. bunga bunga ha detto:

    Vergognati Fundarò, ancora soldi per clientele.

    Aiuti alle Tv, solo per controllarle,e averle amiche!!!!

    Autorizzate la diretta!!! come dice il cittadino vigile.

    Che vergogna siamo alla repubblica anno ZERO.

  3. ROBERTO ha detto:

    è il clientelismo becero-mafioso che ha portato la Sicilia al default,
    aiutare aiutare solo per clientela
    non è il Comune che può aiutare le tv, solo una legge nazionale può garantire aiuti e nello stesso tempo imparzialità.
    Se tu Comune aiuti le tv locali, vuol dire che non le vuoi indipendenti e libere. E questo è vergognoso.

    Spero che la Corte dei Conti e gli organi preposti (DIGOS) intervengano nel caso si prospettase un aiuto del genere.

    CHE SCHIFO!!!!!!

  4. Correttezza Onesta ha detto:

    Ma questo Fundarò non è anche direttore di un periodico locale? il bonifato? ma se è cosi questa proposta è un chiaro conflitto di interessi!!! Lui propone di dare soldi pubblici a se stesso???

    • pinco palla ha detto:

      la DEMENZA NON è UNA MALATTIA INVALIDANTE

    • Antonio Fundarò ha detto:

      Solo per correttezza d’informazione.
      Non entro nel merito della democratica e libera discussione che leggo piacevolmente, auspicando che non assuma connotazioni e toni diffamanti e querelabili.
      Non sono il direttore responsabile de “Il Bonifato”, ne lo sono mai stato. Mai. “Il Bonifato” annovera direttori autorevoli come Franco Messina, Pierfrancesco Mistretta, Ernesto Di Lorenzo e l’ultimo, prima del pensionamento della rivista, Giacomo Clemenzi, già segretario di redazione del Giornale di Sicilia.
      Non dirigo tv, radio, siti on line o testate giornalistiche a tiratura locale o che si occupano di questioni inerenti la vita democratica di questa città.
      Non sono proprietario di alcuna testata giornalistica, non vi lavoro, non ho figli o parenti, alunni o figliocci che ivi lavorano.
      Non intendo intaccare il bilancio di questo splendido comune con inutili spese.
      Ritengo, comunque, superfluo sottolineare a chi si sta cimenta in discussioni estive sul contenuto della mia mozione, che esiste una legge, nazionale, che obbliga l’amministrazione comunale, come ogni altro ente pubblico, ad investere una uota percentuale del suo bilancio, in comunicazione. Che lo si faccia impedendo che la stampa locale muoia.
      Si potrebbero pubblicizzare eventi anche sulla stampa locale, questo il mio impegno, affinché nomi importanti della stampa alcamese possano continuare a sperare di esprimere liberamente le proprie idee.
      La libertà, signor Roberto (apprezzo alcune delle sue pertinenti osservazioni) non potrà mai esercitarsi o manifestarsi se chiudono le testate giornalistiche.
      Le rammento, signor Roberto, che “Il Bonifato”, “Il Segestano” (diretto magistralmente da Benedetto Barranca),” Il Corriere del Golfo” (di cui è stato direttore ed ideatore l’attuale direttore di Video Sicilia Gaetano Liotta), autorevolissime espressioni della stampa libera di questa città, hanno cessato la loro tiratura.
      I proprietari, “NON I GIORNALISTI”, non avevano sufficiente liquidità da investire.
      E poi, glielo dice uno che ha fatto da trenta anni il giornalista per passione, solo per essa, non riscuotendo mai un euro per gli articoli che ha scritto sui periodici locali, il giornalista non ha mai vissuto di giornalismo. Un esercizio libero di pensiero puro e semplice.
      In ultimo volevo tranquillizzarvi, non mi ingrazio così i colleghi e amici giornalisti. Sono alcamesi come me, vivono con me i problemi della stampa locale, mi conoscono e li conosco. Ci stimiamo da decenni e sanno che sono capace di accettare, quando ve ne è di bisogno, anche le critiche. E, negli anni, i miei amici e maestri, sono stati prodighi di suggerimenti e consigli.
      Vi ringrazio comunque per i suggerimenti.
      Cercherò di trarne motivo di discussione e dibattito, anche solo personale.
      Scusatemi per le intromissioni, non sono abituato e non ho mai polemizzato con alcuno.
      Buona democrazia a Voi.
      Buona giornata.

  5. VINCENZO AMODEO ha detto:

    Il consigliere Fundarò evidentemente non ha capito che siamo in tempi di vacche magre e che il Comune, come le Province, le Regioni e lo Stato, fatica a svolgere appena appena i compiti fondamentali assegnati. Insomma, al momento aria fritta e fumo; speriamo che il consigliere, nonchè capogruppo del PD, impari subito il mestiere di consigliere comunale e avanzi proposte fattibili dal punto di vista della soistenibilità finanziaria. la campagna elettorale è finita, basta con i politici dilettanti allo sbaraglio!

    • Antonio Fundarò ha detto:

      La voglio rassicurare che terrò conto anche del suo prezioso suggerimento, riuscendo, anche da esso, a trarre il giusto beneficio a vantaggio esclusivo della colletività.
      Se volesse ulteriormente beneficiarmi di proposte e consigli, sono disposto personalmente ad incontrala.
      Tre lauree e tre dottorati di ricerca (uno internazionale), trecento pubblicazioni scientifiche, possono non bastare per governare i processi democratici di questa “opulenta e giocosa” città. Anzi non bastano.
      Mi impegno a trarre beneficio da ogni migliore esperienza pregressa e mi auguro che cittadini attenti come lei, prodighi nel dispensare consigli, possano personalmente provare quanto sia più facile parlare che operare nella nostra città.
      Ma la leggo ugualmente con piacere certo che ella condividerà con me che sarebbe piacevole conoscere anche le sue idee sul futuro di questa città.
      Certo di poter collaborare con lei, l’occasione mi è gradita per porgerle saluti.
      Antonio Fundarò

  6. alcamonondorme ha detto:

    L’iniziativa, di suo, non è male. Ma è altresì chiaro che nella casse del Comune non ci sono soldi. Nel periodo “scaligero” mai una mozione si è poi tramutata in un’azione di governo della città. Magari adesso le cose potrebbero cambiare. Staremo a vedere.

  7. onesta correttezza - no ipocrisia ha detto:

    Destinare risorse alla comunicazione solo per aiutare i periodici locali, non penso sia una buona idea, ne pesno sia segno di buona amministrazione. I giornalisti citati da Fundarò sono bravi e apprezzabili a livello locale ma è il “mercato” a decretarne il successo o meno, come qualsiasi attività anche professionale (se un avvocato è bravo, la gente ci và se è “scecco” la gente non entrerà più nel suo studio e lui cambierà mestiere- è la legge del mercato).

    Pertanto ritengo che il pubblico con le proprie scelte debba decretare la sopravvivenza o meno di una testata. Se poi per incrementare se per vari motivi LO STATO (non il Comune) vuole aiutare con crediti d’imposta finanziamenti agevolati questo tipo di attività che ha valenza anche sociale mi va anche bene.

    Se il Comune affida la comunicazione a questi giornali,
    lo spirito critico di questi verso il comune e verso le istituzioni viene meno, la gente non li leggerà più, e moriranno. Quindi se si vogliono realmente aiutare lasciate che sia il mercato a decretarlo.
    Non faccio il nome ci sono giornalisti di
    TV alcamese che per qualche consulenze o qualcosa’altro hanno perso lo spirito critico che avevano all’inizio e parlano di cose CHE NON DANNO FASTIDIO A NESSUNO, forse se non avessero accettato incarichi oggi sarebbero dei discreti professionisti.

    scusate qualche errore ma non ho tempo di rileggere

  8. carmelo ha detto:

    Non penso ci sia una legge nazionale che “obbliga” l’amministrazione a spendere in comunicazione.

    Ma una cosa è l’aiuto alle televisioni e alle testate giornalistiche, altra cosa è LA COMUNICAZIONE, che come tu insegni deve essere programmata ed avere come oggetto informazioni utili per il cittadino. Questa può avvenire in vari modi rapporto diretto, social network, giornali, affissioni, radio tv.

    Quindi destinare fondi alla comunicazione, non significa aiutare le tv e le testate locali, ma significa informare!!!!!!

    L’obiettivo della legge è informare (non aiutare qualcuno)!!!!!
    Se poi l’amministrazione informa per aiutare qualcuno, allora è giusto che intervenga la corte dei conti!!!!!!

    cosi come la consulenza serve per avere maggiori conoscenze dei problemi, e non per aiutare IL CONSULENTE!!!!!

    CARISSIMO FUNDARO’ QUESTI SONO CONCETTI IMPORTANTISSIMI!!!!!!!

    • Antonio Fundarò ha detto:

      Riservo la massima attenzione ai vostri interventi, interessanti o inutili che essi siano.
      Anche quando chi scrive ha la visione distorta delle cose e polemizza tanto per farlo.
      Legga bene la legge 150/2000.

      Art. 14.
      Finanziamento dei progetti

      1. La realizzazione dei progetti di comunicazione a carattere pubblicitario delle amministrazioni dello Stato, integrativi del piano di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, ritenuti di particolare utilita’ sociale o di interesse pubblico, e’ finanziata nei limiti delle risorse disponibili in bilancio per il centro di responsabilita’ n. 17 “Informazione ed editoria” dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, intendendosi ridotta in misura corrispondente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.
      Buona lettura.

  9. bunga bunga ha detto:

    Carmelo ha ragione i progetti di comunicazione devono essere “ritenuti di particolare utilità sociale o di interesse pubblico”.
    In pratica il fine non è aiutare le testate giornalistiche locali ma proporre progetti di comunicazioni ritenuti utili per la collettività.

    Caro FUNDARO’ mi dispiace ma hai fatto una bella figuraccia.

  10. carmelo ha detto:

    Devo dire che la colpa non è di Fundarò ma del sistema politico siciliano, si scambia sempre il fine con il mezzo.
    E’ accaduto anche nella formazione professionale, il fine è diventato dare IL POSTO AL FORMATORE o peggio all’impegato amministrativo dell’ente di appartenenza. Mentre il fine doveva essere fare una buona formazione professionale per aiutare a inserire i disoccupati nel mondo del lavoro.

    Purtroppo finchè la politica ragiona in questi termini non ci sarà sviluppo!!!!!

  11. bunga bunga ha detto:

    Mi dispiace ma il ragionamento del Fundarò non può essere accettato.
    Una mozione non può avere ad oggetto l’aiuto alle testate locali.
    Ed utilizzare una legge nazionale che ha come fine di fare progetti di comunicazione utili per i cittadini.

    La mozione doveva essere “comunichiamo qualcosa!!!””” prevedere i mezzi con cui comunicare qualcosa di utile per il cittadino….

  12. ROBERTO ha detto:

    Fundarò e la solita figuraccia!!!!!!

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