Il consiglio provinciale si esprime sul sequestro dei pescherecci mazaresi

Pubblicato: sabato, 9 giugno 2012
Vota l\'articolo
0
Vota l\'articolo
0

MAZARA DEL VALLO - In merito al sequestro dei tre pescherecci l'armatore del Maestrale, Vito Margiotta, in mattinata ha affermato: ''Abbiamo appena sentito il console Guido De Sanctis, questa mattina si svolgera' il processo da parte delle autorita'  libiche per verificare se c'è stata un' invasione delle acque territoriali libiche da parte delle 3 imbarcazioni sequestrate''. ''I 19 uomini dei 3 equipaggi sono ancora sulle navi al porto di Bengasi, non possono scendere - ha concluso - le autorità non volevano che salisse nemmeno il console''.

Appresa la notizia del sequestro anche il consiglio provinciale trapanese ha manifestato la sua indignaizone sull'accaduto: "debbo ancora una volta sottolineare con forza – afferma Peppe Poma in una sua nota - che è inammissibile che nel terzo millennio i nostri marinai ed i nostri armatori continuino a subire all’infinito dei sequestri, che sarebbe meglio definire veri e propri atti di prevaricazione, spesso e volentieri palesemente ingiusti e ingiustificabili sotto ogni punto di vista, che in un recente passato hanno addirittura causato la perdita di vite umane, avendo l’unico “torto” di lavorare per guadagnarsi da vivere, nella stragrande maggioranza dei casi senza ledere i diritti di alcuno e senza infrangere quelle che sono le leggi e le regolamentazioni internazionali in materia di pesca". "Appare urgentissima, a questo punto, - prosegue il Presidente del Consiglio Provinciale - la necessità che il Governo italiano dia vita ad un nuovo modo di gestire la materia del contendere con la Libia, ma anche con gli altri Paesi nord africani più interessati, avviando un’azione politica che miri al sodo, i cui obiettivi dovranno essere i fatti concreti, non le chiacchiere, le demagogiche prese di posizione o le vuote promesse – purtroppo - di tanti precedenti Esecutivi". "E’ chiaro, comunque, che la definitiva soluzione della cosiddetta “guerra del pesce” nel Canale di Sicilia passa obbligatoriamente attraverso una diversa concezione dell’uso delle risorse del Mar Mediterraneo, che dovrà vedere la fattiva collaborazione di tutti i Paesi rivieraschi, nonché attraverso l’eliminazione della inaccettabile pratica della cosiddetta “competenza esclusiva”, per cui Paesi quali la Libia (ma ultimamente anche Malta) impongono a loro piacimento alla comunità internazionale le misurazioni che delimitano quelli che dovrebbero essere i riconosciuti confini delle proprie acque territoriali". "Questa Presidenza e l’intero Consiglio Provinciale di Trapani – conclude la nota - fanno altresì presente alle SS.LL. che quest’ultimo intervento delle motovedette libiche è stato messo in atto nel momento in cui, invece, i rapporti con il nuovo Governo di Tripoli dovrebbero essere migliori rispetto al passato".

Letto 220 volte.

Clicca QUI per lasciare un commento o usa il social plugin di Facebook

XHTML: Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>