Bonventre, Turano e gli altri…

Pubblicato: venerdì, 20 aprile 2012
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Ciò che mi viene in mente, mentre guardo finalmente il primo confronto televisivo tra i candidati sindaci di Alcamo (dico finalmente, perché l’ho visto solo in replica dopo averne letto e sentito commenti discordi), è innanzitutto l’approssimazione con la quale vengono affrontate le questioni, l’enunciazione di programmi generalisti che non presentano ai cittadini idee concrete, infine la scimmiottatura dei politici nazionali. Solo che mentre quelli hanno buon gioco nel parlare di questioni generali, perché di tali faccende sono chiamati ad occuparsi e perciò a volte necessariamente non scendono nel concreto, i nostri candidati farebbero bene a presentare idee convincenti e soluzioni pratiche a problemi reali del nostro territorio. Per far questo dovrebbero mettersi a studiare davvero come realizzare le idee fumose che presentano. Tutti quelli che promettono piste ciclabili (la maggior parte dei candidati si è improvvisamente scoperta ambientalista) e autobus elettrici farebbero bene a studiare un piano del traffico generale, i luoghi deputati ai parcheggi, aree di sosta per le bici, nonché eventuali bici a noleggio messe a disposizione dal Comune (anche bici con assistenza elettrica dato il territorio scosceso della città). Tutti quelli che risolveranno in men che non si dica la questione (importante!) degli scarichi fognari ad Alcamo Marina, dovrebbero mostrare in che modo intendono agire e dove troveranno l’enorme quantità di denaro necessaria; se intendono attingere dall’Europa, che mostrino il progetto che hanno in mente e il bando europeo al quale parteciperebbero. Tutti si batteranno per l’ospedale, ma sinceramente un sindaco nulla può fare più che portare i propri cittadini in piazza a protestare; per cui ci dicano praticamente quale leva intendono utilizzare per convincere l’assessorato regionale (a parte sperare in nuove elezioni regionali e quindi in lungaggini sulla chiusura degli ospedali, con la tipica lentezza degli affari che riguardano la nostra bella e autonoma terra).

Un consiglio anche ai giornalisti: fate qualche domanda scomoda e particolareggiata. È solo uno sfogo di Alberto, cari concittadini, nonché uno sprone a far meglio, a studiare di più per gli staff dei nostri politici. Convinceteci.

(Vi confesso che si tratta anche di una boutade. Conterò infatti con interesse il numero dei lettori di questo pessimo articolo, attirati dal titolo, e lo confronterò – credo sconfortato – con quello dell’articolo precedente, che considero uno dei migliori, ma che non ha ottenuto molte visite.)

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