Sebastiano Bonventre: “aprire il dialogo con i cittadini”

Pubblicato: venerdì, 13 aprile 2012
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ALCAMO - Intervista al candidato del centrosinistra, Dott. Sebastiano Bonventre.

1) Sebastiano Bonventre perchè ha deciso di candidarsi?

Ti rispondo con la verità. L'ho fatto per amore della mia città. Credo che nella vita bisogna ritornare a quello che di positivo si riceve. Non è per carrierismo politico, ma per un forte sentimento che mi lega a questo splendido territorio. Sono un noto professionista in campo scientifico e in campo lavorativo, il mio proposito è quello di cambiare stile o modo di fare politica in questa città. Se i cittadini approveranno, bene, altrimenti continuerò il mio lavoro e le mie attività con più energie di prima.

2) C'è chi sostiene che la sua candidatura sia strumentale o appartenente ad altri schieramenti politici.

La mia storia personale parla chiaro. Non sono mai stato di centrodestra. Quando nel '94 mi proposero una candidatura sicura in Forza Italia ho rifiutato, scegliendo di candidarmi nel partito popolare, in cui mi riconoscevo per identità cattolica democratica che affonda le sue radici nel pensiero sturziano. Credo in un cattolicesimo che non vada nella direzione del liberismo, ma verso il solidarismo con uno sguardo al centrosinistra. Dopo questa esperienza non ho mai avuto altre tessere di partito.

La storia che riguarda la mia tessara al PDL è completamente infondata. Io sono contro il finanziamento pubblico dei partiti che gravano sulle tasche dei cittadini. Credo nell'autofinanziamento dei partiti attraverso varie forme, ma non quella pubblica. Per questo motivo ho dato sempre dei piccoli contributi personali per le campagne elettorali ai diversi partiti e candidati che me li hanno chiesti. A mia insaputa mi sono trovato tra i simpatizzanti del PDL, dovendo richiedere immediatamente la mia cancellazione. Ripeto, non ho mai avuto tessere di partito dopo il '94 e la mia forza è stata sempre quella di non arretrare mai dai miei valori o dai miei principi.

3) Per il Comune di Alcamo e i suoi cittadini si preparano tempi duri. Come pensa di affrontare il problema dello squilibrio finanziario?

Bisogna immediatamente attenzionare le priorità e le spese che non si possono evitare. Fatto questo dovremmo procedere nel ridurre tutte le spese superflue, penso ad alcuni affitti, consulenze o inefficienze della spesa pubblica. Ci sarà poco da festeggiare in questo periodo di crisi, meglio rinunciare a qualche festa o trovare altri modi per finanziarle che incidere sulle economie dei cittadini. Ribadisco che tutto ciò che riguarda la solidarietà non verrà toccato.

Successivamente la riduzione della spesa comunale, bisogna agire sulle entrate. Migliorare l'ufficio tecnico, prevendendo canali riservati agli imprenditori, in modo da accelerare la burocrazia. Infine, bisogna seriamente riorganizzare il personale e lottare per la riduzione dell'evasione fiscale. Il bilancio, qualora verrò eletto, lo apriremo ai cittadini cercando di renderli consapevoli e coinvolgerli sulle decisioni.

4) La crisi genera effetti negativi immediati sull'occupazione e di conseguenza sulle famiglie provocando forti tensioni sociali. Quali pensa che siano le priorità per lo sviluppo economico?

Di sicuro il volano dello sviluppo locale riguarda il settore dell'agricoltura. Su questo settore non possiamo fare molto, perchè i nostri prodotti sono spesso soggetti a speculazioni da parte di fattori esogeni all'economia locale. Al sud questo settore è maggiormente colpito rispetto al nord. Dovremmo cercare di proteggere i nostri prodotti creando dei contro-cartelli che possano salvaguardare i prezzi e le competenze. Inoltre, occorre favorire la cooperazione tra i produttori del settore agricolo con quelli degli altri settori connessi. Queste sinergie intersettoriali farebbero da traino a tanti settori collegabili all'agricoltura e alla salvaguardia del territorio, penso al turismo, al commercio o all'artigianato.

5) Per quanto riguarda la questione ospedale e il personale in esubero del comune di Alcamo?

Per quanto riguarda l'ospedale di Alcamo, sono stato l'unica persona nominata tra gli esperti della Regione Sicilia per la rimodulazione della rete ospedaliera siciliana che ha trovato un accordo nel 2007 con il sindaco, la provincia e l'assessore alla sanità, Roberto Lagalla, in cui l'ospedale di Alcamo non sarebbe stato declassato.

Oggi per salvaguardare l'ospedale occorre un project financing sulle aree già destinate al territorio. La nostra città ha seriamente bisogno di un ospedale, anche se strutturalmente diverso. L'importante è non perdere l'assistenza nel breve periodo.

Per quanto riguarda i precari, questo è un grosso problema che la politica dovrà risolvere nel breve periodo. I comuni hanno poche competenze anche se non possiamo rottamare questa gente, va riqualificata e valorizzata. Se in futuro ci saranno assunzioni, avverrano tutte per concorso pubblico.

6) La prima cosa bella che farà qualora fosse eletto sindaco?

Ho il desiderio di aprire il dialogo con i cittadini, ascoltare le loro problematiche e le loro proposte. Credo che dobbiamo cambiare il rapporto cittadini/istituzioni. Mi auguro che i cittadini possano concepire una diversa fruizione con la loro città.

7) Dott. Bonventre, ci crede?

Assolutamente si. Ci credo perchè conosco i cittadini alcamesi e so che sono brava gente. Stimo i miei concittadini e credo nelle grosse capacità degli alcamesi. Spero di guidarli per una forte crescita della nostra città.

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