Migliaia di commercianti siciliani pagano il pizzo o si rivolgono agli usurai

Pubblicato: mercoledì, 4 aprile 2012
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PALERMO - Il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, a margine della presentazione del XIII rapporto di Sos impresa, dal titolo 'Le mani della criminalità sulle imprese", ha dichiarato che: "Secondo le stime che abbiamo fatto sono centinaia di migliaia le imprese che si rivolgono agli usurai e sono state 330 mila in tre anni quelle che hanno chiuso per vari motivi, tra cui c'è anche l'usura". "C'è stato - ha aggiunto - un aumento del numero delle imprese che si rivolgono agli usurai, legato alla crisi che più si prolunga e più induce alcune a mettersi nelle mani degli usurai con il risultato che l'impresa viene chiusa ugualmente. È difficile salvarsi, per questo diciamo che occorre evitarlo". "Alle banche abbiamo chiesto di essere più aperte e disponibili ai finanziamenti alle imprese - ha concluso - tanto che il mondo della rappresentanza ha messo in campo i Confidi, con i quali si danno garanzie per i finanziamenti. Ognuno deve fare la propria parte, lo Stato prima di tutti". Dal rapporto è emerso anche che il 70% dei commercianti siciliani sono sottoposti al pizzo. La situazione è particolarmente grave nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Catania e Messina, dove la percentuale delle vittime del racket arriva anche a quota 80-90 per cento. Si tratta di una situazione "talmente pervasiva - si legge nel documento - da far comprendere che in alcune zone a non pagare il pizzo siano solo le imprese di proprietà dei mafiosi o con cui si sono stabiliti rapporti collusivi ed affaristici".
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