Novità sulla legge elettorale in Sicilia

Pubblicato: sabato, 17 marzo 2012
Vota l\'articolo
0
Vota l\'articolo
0

Sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana di ieri è stata pubblicata, a firma dell'assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, la circolare esplicativa della legge 6/2011, in materia di elezioni comunali. Alle prossime consultazioni amministrative, gia' fissate per il 6 e 7 maggio (ballottaggio il 20 e 21), infatti, si votera', per la prima volta, con il nuovo sistema elettorale. La circolare era attesa da molti enti locali, visto che saranno 149 le amministrazioni comunali coinvolte nella consultazione.

La nuova legge modifica in parte il sistema precedente, introducendo la sostanziale novita' che il voto espresso dall'elettore per la lista dei candidati al consiglio comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa e' collegata e viceversa (cosiddetto effetto trascinamento). Questo comportera' che l'elettore deve manifestare espressamente il proprio voto, sia per il candidato consigliere, sia per il candidato a sindaco.

Resta inalterata il cosiddetto "voto disgiunto", ovvero la possibilita' di esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata.

La nuova legge prevede, inoltre, l'obbligo della rappresentanza minima di genere, sia nella composizione delle liste (almeno un quarto dei candidati deve essere di sesso diverso), sia in quella delle giunte (almeno un assessore appartenente a un genere diverso). In tema di composizione delle giunte, previsto l'obbligo di almeno 4 componenti nei comuni superiori a 10mila abitanti.

Inoltre viene sancita l'incompatibilita' a far parte della giunta per i congiunti piu' stretti di sindaco (o presidente della Provincia), assessori e consiglieri. Rispetto al passato, e' ammessa la possibilita' per i consiglieri di essere nominati assessori (fino al massimo del 50 per cento dei componenti la giunta).

Cambia anche la percentuale per l'approvazione della mozione di sfiducia del sindaco o del presidente: dal 65 per cento si passa ai 2/3 dei componenti. Viene introdotto, inoltre, l'istituto della revoca del presidente del consiglio, le cui modalita' di presentazione e approvazione (almeno i 2/3 dei componenti) sono rimesse ai singoli statuti comunali o provinciali.

La legge chiarisce, inoltre, che i voti raccolti dalle liste che non abbiano superato la soglia di sbarramento del 5 per cento non sono computabili per l'attribuzione del premio di maggioranza.In tema di circoscrizioni di decentramento, l'elezione del presidente e' diretta.

Viene introdotta, infine, la fascia dei comuni tra 10 e 15mila abitanti, prevedendo una sorta di sistema misto. Cosi' come nei comuni con popolazione inferiore, non e' previsto il turno di ballottaggio. L'elezione dei consiglieri, invece, avviene con il metodo proporzionale D'Hondt (come nei comuni piu' grandi) e cosi' anche l'attribuzione del premio di maggioranza del 60 per cento, la possibilita' del collegamento del sindaco a piu' liste e la soglia di sbarramento del 5% per l'assegnazione dei seggi

Letto 5155 volte.
Nessun commento
Dì la tua
  1. Il Cittadino Dormiente ha detto:

    Ma in che senso “Rispetto al passato, e’ ammessa la possibilita’ per i consiglieri di essere nominati assessori (fino al massimo del 50 per cento dei componenti la giunta)”
    Cosa vorrebbe dire? Come fanno da subito da consiglieri a essere nominati assessori?

    • Debora Camarda ha detto:

      1 – ogni candidato sindaco dovrà indicare almeno il 50% della propria giunta durante la campagna elettorale;
      2 – queste persone indicate come futuri assessori possono essere anche scelte tra quelle candidate al ruolo di consigliere e quindi potrebbe esserci qualcuno che sarà eletto;
      3 – il resto della giunta deve essere scelto dal sindaco eletto nel momento del suo insediamento e può scegliere anche qualcuno che è già stato eletto come consigliere;
      4 – per quanto riguarda la nomina di consiglieri al ruolo di assessore, cito testualmente la circolare assessoriale (che trovi per intero al link che ho pubblicato poco sotto): “la carica di consigliere comunale diventa compatibile con quella di componente della giunta. La norma, pertanto, introduce la possibilità che i consiglieri possano far parte della giunta, senza perdere lo status di consigliere, in quanto abolisce la causa di incompatibilità prevista dalla precedente normativa. Il numero dei consiglieri che può far parte della giunta non può essere, in ogni caso, superiore alla metà dei componenti della giunta stessa. Nel caso in cui il numero dei componenti delle giunte risultasse dispari si procederà per arrotondamento all’unità inferiore”

      spero di essere stata chiara.

Clicca QUI per lasciare un commento o usa il social plugin di Facebook

XHTML: Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>