Presentato “Scimmie” di Alessandro Gallo a Castellammare

Pubblicato: domenica, 11 marzo 2012
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Libera Trapani e il presidio di Castellammare del Golfo in collaborazione con Navarra Editore e l’istituto Piersanti Mattarella hanno presentato il romanzo “Scimmie” di Alessandro Gallo presso la palestra dell’istituto. Più di quattrocento ragazzi hanno assistito alla presentazione e hanno potuto dialogare con lo scrittore. All’incontro hanno partecipato Lorena Vivona, (referente di Libera del presidio di Castellammare), Salvatore Inguì (Libera Trapani), Ottavio Navarra (Editore), Alessandro Gallo (Scrittore e autore). L’incontro ha previsto un dialogo tra Salvatore Inguì e Alessandro Gallo, entrando nei particolari del romanzo ma soffermandosi anche sulla realtà e sulla vita personale dello scrittore. Ne esce fuori un mix importante, direi decisivo per capire certi meccanismi che vedono come protagonisti dei giovani in terra di camorra. È importante la testimonianza di Alessandro, ed è importante trasmetterla nelle scuole. Il dialogo apre tanti spazi di riflessione e solleva delle questioni che molto spesso vengono dimenticate o magari hanno solo bisogno di essere stimolate. Alessandro con “Scimmie”, scuote le nostre coscienze aiutandoci a prendere una posizione forte nella società, proiettandola verso un futuro diverso lasciandoci decidere quale strada prendere e da quale parte stare. Nelle sue parole molto spesso, chi ascolta, trova una realtà che si avvicina molto alla propria, al proprio quotidiano, ma che non si è mai raccontata. Proprio per questo motivo le parole sono importanti, ma è più importante raccontare, con ogni mezzo, non importa che sia il teatro, la musica o un libro, per trasmettere una cultura fatta principalmente di legalità. Sicuramente la forza e la speranza che Alessandro trasmette con sue parole, ha segnato senz’altro le coscienze di molti dei presenti, per questo l’auspicio è che questo sia solo un punto di partenza per un qualcosa di concreto. “I giornali si buttano i libri restano”, questa frase, che la cugina Cristina, attualmente detenuta disse ad Alessandro leggendo il suo libro, sta sicuramente a significare l’importanza di questa suo romanzo e della testimonianza di uno che queste storie le ha vissute sulla propria pelle. Di Emanuel Butticè
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