Helena Russo: “Italian’s got talent? Una bella esperienza” (foto)

Pubblicato: lunedì, 13 febbraio 2012
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ALCAMO - Abbiamo fatto qualche domanda alla giovane artista alcamese Helena Russo, dopo la sua recente apparizione al programma televisivo Italian's got talent, per farci raccontare questa esperienza e farci spiegare cosa significa realizzare coreografie di danza orientale.

1)      Sei reduce da poco con l’esperienza tv “Italian’s got talent”, come hai vissuto questa esperienza?

È stata una gran bella avventura. Quando mi hanno detto che facevano i casting per questo programma mi sono iscritta solo per provare una nuova esperienza e senza nessuna aspettativa. Dopo quasi un anno mi hanno chiamata per  andare a fare il provino a Catania grazie al quale ho avuto accesso al programma. Il tutto si è svolto in tempi rapidissimi: la sera mi hanno contattata telefonicamente per dirmi che la mattina dopo sarei dovuta essere a Roma per girare la puntata!

2)      Ti aspettavi i tre si da parte della giuria?

In realtà non ho avuto neppure il tempo di pormi questa domanda e di crearmi delle aspettative su questo. Mi ha fatto moltissimo piacere essere stata apprezzata dai tre giudici che hanno così tanta esperienza nell’ambito dello spettacolo. Loro sono riusciti a valutare l’aspetto puramente tecnico della mia esibizione, tanto che Maria De Filippi mi ha detto quanto le sia piaciuto il fatto che io riuscissi a muovere in maniera così disinvolta le varie parti del mio corpo al ritmo del darbuka. Il montaggio ha purtroppo posto l'attenzione sul lato sensuale di questa danza, facendo dei tagli, doverosi per i tempi televisivi, ma stravolgendo un pò l'intera esibizione.

3)      Da quanto tempo balli e come hai cominciato?

Faccio danza classica da quando avevo 7 anni, ma ho scoperto la passione per la danza del ventre da 5 anni, cioè da quando la mia insegnante di danza classica, Annamaria Campanelli, mi ha proposto di partecipare ad un corso di danza orientale. Dopo pochissimo tempo mi sono così tanto appassionata che ho iniziato a ricercare corsi più approfonditi ed accrescere la mia formazione, fino ad arrivare a prendere in mano il corso. Ho avuto la fortuna di avere insegnanti di diverse nazionalità, come egiziani e russi, e di partecipare a numerosi Festival nei quali si riesce ad apprendere molto considerando la gente preparata che vi partecipa. Uno fra tutti l’El-Sharqi-Festival di Ravenna, nel quale le ragazze della mia compagnia di danza si sono classificate prime con una mia coreografia.

4)      Cosa rappresenta la danza nella tua vita?

Sicuramente è una cosa di cui non posso fare a meno. È un’idea ricorrente nelle mie giornate, penso spesso a delle soluzioni per rappresentare attraverso la danza le tematiche più disparate, prediligendo sempre le problematiche sociali come, per citarne una, quella dei diritti delle donne.

5)      Per noi questa domanda è d’obbligo… da dove nasce l’idea dello spettacolo Alqamah?

L’idea è nata tenendo conto delle origini arabe di Alcamo realizzando lo spettacolo che riunisce le mie coreografie maggiormente apprezzate. Lo spettacolo è stato realizzato grazie alle ragazze della mia compagnia di danza “Compagnia Orientale Nefertiti” e alla collaborazione dell' Associazione Whisky and Go Go Club che ha immediatamente apprezzato e capito la mia proposta.

6)      Che programmi hai per il futuro?

Stò cercando di realizzare qualcosa di innovativo con il mio ragazzo che è un chitarrista: riuscire a mettere in piedi uno spettacolo che contenga forme d’arte differenti come la musica dal vivo e la danza orientale, riuscendo a trattare delle tematiche sociali è una delle mie sperimentazioni preferite. Ho già fatto spettacoli nei quali la mia danza è accompagnata da percussioni o dal suono del violino.

A maggio tornerò all’El-Sharqi-Festival di Ravenna per tenere degli stage mentre, in agosto, andrò a Talese Terme, in Campania, per partecipare ad un evento contro l’anoressia che si svilupperà attraverso spettacoli e sfilate di moda.

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