Vincenzo D’Angelo ricoverato in ospedale

Pubblicato: giovedì, 8 dicembre 2011
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ALCAMO - A seguito della notifica del suo arresto, Vincenzo D'Angelo, cardiopatico, è stato colto da un malore e prontamente condotto all'Ospedale San Vito e Santo Spirito di Alcamo.

I suoi legali affermano che l'uomo, non appena sarà in condizioni di poterlo fare, non esiterà a chiarire la sua posizione in merito allo smaltimento dei rifiuti.

Vincenzo D'Angelo, sebbene non sia mai stato indagato formalmente, ha alle sue spalle una serie di vicende che fanno per lo meno riflettere su un suo possibile coinvolgimento in tutta questa vicenda.

Nel 2005, in occasione della Coppa America, durante la sistemazione del porto, Trapani si trovò in una condizione di emergenza smaltimento rifiuti. L'allora prefetto Giovanni Finazzo, convocò D'Angelo che in una notte fece sparire una montagna di rifiuti speciali che stavano da mesi all’ingresso di uno dei cantieri edili del nuovo porto.

Sempre D'Angelo è riconosciuto in alcune intercettazioni mentre conversa con soggetti indagati per mafia ben conoscendo la loro posizione e mentre commenta con questi della situazione della mafia alcamese.

Infine la vicenda dell'acqua nera e puzzolente che usciva dai pozzi dei vicini della sua azienda, tanto da richiedere l'intervento degli speleologi per capire la natura di tale strana fuoriuscita.

La legalità non sarebbe stato il suo forte, eppure era uno che quasi pretendeva di dare lezioni di legalità, prendendosela con quei politici e tecnici, magistrati e investigatori, che invece sentivano troppa “puzza” sulla sua attività, quasi più dell’olezzo che per qualche tempo avrebbero dovuto sopportare agricoltori suoi confinanti o vicini, che ad un certo punto non capivano com’è che dai pozzi artesiani veniva su un’acqua di colore nero e puzzolente. La Procura di Trapani addirittura dovette fare intervenire gli speleologi del Cai per farli infilare dentro stretti cunicoli che partivano dai suoi impianti per perdersi nelle campagne circostanti. Nonostante tutto questo D’Angelo non avrebbe cambiato registro e il suo nome salta fuori oggi da una indagine pugliese così come qualche mese addietro uscì a proposito di smaltimenti in Sicilia delle famose “eco balle” campane.
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