In manette il “re” dei rifiuti alcamese

Pubblicato: mercoledì, 7 dicembre 2011
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ALCAMO - É stato arrestato ieri pomeriggio Vincenzo D'Angelo, 50 anni, noto imprenditore alcamese del campo della gestione, lavorazione e smaltimento dei rifiuti. Il suo arresto rientra in un'indagine ben più ampia denominata "Gold Plastic" e coordinata dalla procura antimafia di Lecce. La Guardia Di Finanza ha eseguito pertanto, in 13 regioni italiane, 54 ordinanze di custodia cautelare in carcere «nei confronti di soggetti, anche di etnia cinese, appartenenti ad un pericoloso sodalizio criminale “transnazionale”, dedito all’illecito traffico transfrontaliero di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, costituiti da materie plastiche, gomma e pneumatici fuori uso».

Le attività investigative sono state condotte, per ben due anni, attraverso numerose intercettazioni telefoniche e telematiche ed hanno condotto ad un traffico illecito di rifiuti speciali esportati dall’Italia verso diversi paesi del Sud-est asiatico a mezzo di 1.507 container, per un quantitativo complessivo di circa 34.000.000 kg., pari ad un illecito giro di affari di oltre 6 milioni di euro. Per la spedizione dei rifiuti si predisponeva una falsa documentazione commerciale e doganale compromettendo la tracciabilità dei rifiuti e la tutela dell'ambiente. Nella maggior parte dei casi i rifiuti speciali non erano stati oggetto di alcun trattamento preliminare e potrebbero essere stati utilizzati anche come materia prima per la produzione di giocattoli, casalinghi, biberon e prodotti sanitari destinati alla commercializzazione sull’intero territorio nazionale ed europeo.

Il coinvolgimento di D'Angelo è emerso qualche mese fa a proposito di alcuni Tir che arrivavano in Sicilia dalla Campania, carichi i rifiuti destinati ad una discarica nel messinese. Si è saputo che il contratto per questo smaltimento era stato firmato dalla Sapna, la società della Provincia di Napoli che ha il compito di gestire il ciclo dei rifiuti, con la Vincenzo D’Angelo srl di Alcamo e la Profineco spa con sede a Palermo e stabilimento a Termini Imerese. Nell’accordo si parlava di circa 200 euro a tonnellata.

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