Il nuovo decreto sviluppo riduce gli incentivi al sud: c’è più sole che al nord

Pubblicato: giovedì, 20 ottobre 2011
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PALERMO - "Si prepara l'ennesimo attacco al Sud, frutto dell'impostazione del Governo nazionale, sempre più a trazione leghista. Nell'ancora misterioso decreto sullo sviluppo avanza una perequazione capovolta, finalizzata a sostenere il Nord a danno del Mezzogiorno. Infatti, una norma dello schema di decreto riserva più incentivi al Nord rispetto che al resto del Paese, in forza del fatto che questo gode di un minor rendimento degli impianti fotovoltaici a causa del minor numero di ore di esposizione al sole".

Queste le parole pronunciate dall'Assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, sulle prime indiscrezioni trapelate sul nuovo Decreto Sviluppo, ormai in dirittura d'arrivo.

"Ancora una volta - commenta Armao - il concetto di sviluppo che si prospetta sembra quello inteso a incentivare quanto già esiste nelle zone più ricche, piuttosto che sostenere quello delle aree a sviluppo ritardato, ove gli investimenti si riducono ormai ai minimi storici. Mentre si azzera la perequazione fiscale e quella infrastrutturale di un federalismo ormai ai minimi termini - aggiunge Armao - si vuole introdurre la "perequazione del sole". A questo delirio che condiziona le politiche di Governo, con buona pace degli esponenti politici e dei componenti dell'esecutivo siciliani, occorre opporsi. Non solo evidenziando che si tratterebbe di evidenti aiuti di Stato alle imprese, preclusi dall'Unione europea, ma chiedendo immediatamente l'applicazione di criteri analoghi per le centrali idroelettriche (perequazione dell'acqua che manca al sud) o chiedendo la liquidazione delle accise sulla raffinazione (il 41% del prodotto nazionale raffinato solo in Sicilia, piu' il 20% in Sardegna)".

"Vigileremo certamente - ha concluso Armao - sui contenuti del futuro decreto, sperando che non si traducano nell'ennesimo attacco alla economia e alle casse della Sicilia, come gli ultimi provvedimenti del Governo hanno purtroppo già fatto".

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