FUOCHI DI FERRAGOSTO

Un fine settimana da incubo nel mezzo di agosto, con la gente a sciamare impazzita tra le strade e le spiagge, a insultare, innervosirsi, reclamare prepotente il proprio diritto a passare per prima, a salvaguardare il proprio tempo (ristretto) per la vacanza. Non è forse stato sempre così, mi si dirà? Quest’anno è peggio, un po’ per motivi di calendario con sabato, domenica e poi lunedì di Ferragosto, un fine settimana più lungo. Ma soprattutto perché tutti si muovono quasi con disperazione, come fosse l’ultima vacanza della propria vita date le decisioni insensate prese dal Governo circa la abolizione delle feste (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) già in vigore da lunedì 16 agosto con decreto legge. E se continua la grave crisi attuale (quella dei mercati, perché quella reale è già in atto da anni) si ha paura che l’anno prossimo potranno essere abolite anche le ferie estive con chissà quali brillanti conseguenze per la produzione industriale. Inutile specificare al Governo che se le nostre fabbriche chiudono non è certo perché non riescano ad evadere gli ordinativi, piuttosto per una carenza di domanda che se mettiamo tutti gli italiani al lavoro per 365 giorni l’anno con uno stipendio che perde continuamente potere d’acquisto, non potrà che precipitare. Si fa cioè il contrario di quanto sarebbe bene per l’economia, invece di dare maggior capacità di spendere alle persone e del tempo libero per farlo, la si contrae in modo difficilmente reversibile. La domanda interna scenderà e le fabbriche italiane continueranno a licenziare, a far lavorare per più ore i pochi dipendenti, poi a pagarli di meno per essere competitive sul mercato, infine saranno costrette a chiudere.

Ma torniamo al Ferragosto ansiogeno appena trascorso. Sabato mattina sono arrivati Dario, 23 anni, il mio figlio maggiore, prossimo alla Laurea in Giurisprudenza e il suo compagno Manuel, catalano di Barcellona, già da un paio di settimane suo ospite a Palermo. Anche loro con un’ansia di divertirsi concentrata in questi tre giorni, perché Dario sta preparando la tesi da consegnare a settembre e intende concedersi solo questa brevissima pausa prima della laurea. Così appena arrivati a casa, un brevissimo saluto alla mamma, il costumino e subito a rincorrere i vecchi amici che vanno in gita con un gommone affittato dal porto di Castellammare. Tornano nel pomeriggio arrostiti dal sole, alcune zone del corpo di colore violetto intenso, tanto che Marilena è costretta a calarsi pazientemente nel ruolo della brava mamma e a passare abbondanti dosi di crema ad entrambi. Dario però non è soddisfatto della giornata e adagiato sulla sedia a sdraio, si lamenta del gran numero di barche presenti lungo tutta la costa che creano continuamente onde e non si può stare tranquilli, del mare che non è pulito e non è più quello di una volta, dei naviganti della domenica che non sanno dove e come ancorarsi senza finire addosso agli altri natanti, degli amici che con gli anni si fanno sempre più spenti. Alla mia domanda risponde che si, si è divertito, ha fatto una bella nuotata, ma niente di eccezionale. Capisco che se uno ha a disposizione solo tre giorni di vacanza li aspetti con trepidazione, ma il mare il 13 agosto difficilmente è eccezionale, bisogna mettere in conto la presenza massiccia di tutta la gente contemporaneamente in vacanza. Per il giorno dopo propongo di andare a pesca molto presto con lo zio Giovanni, a Dario da piccolo piaceva molto. Infatti accetta, anche se Manuel gli ricorda l’appuntamento serale con gli amici. Intanto si fa vedere Elena, mia figlia, 17 anni, che fa tanta festa al fratellone e al suo amico e li invita al falò del 14 notte alla spiaggia Plaia. Dove sarebbe? Ah, in spiaggetta vuoi dire, puntualizza Dario che da qualche anno non frequenta con assiduità le nostre coste e non si è abituato ancora alle nuove nomenclature. Marilena intanto fa la sua richiesta: sarebbe opportuno che Dario si facesse vedere dalla nonna e dagli zii, che ne pensa se organizziamo il pranzo di Ferragosto tutti insieme ad Alcamo Marina? Presenteremo Manuel come un tuo collega, suggerisco io. Marilena e Dario si guardano sorridendo facendomi sentire uno stupido per l’inutile puntualizzazione.

La pescata mattutina non è andata molto bene, poche le prede, molto sonno di Dario che ha fatto tardi e ha lasciato Manuel a dormire a casa. Lungo riposo pomeridiano dopo pranzo e più tardi organizzazione per il falò. La notizia è che però dovrà essere spostato perché il sindaco di Castellammare ha emesso un’ordinanza apposita contro i falò alla spiaggia Plaia, dal mattino alle 3 di notte. Il che significa che dopo quell’orario si potranno fare? I ragazzi decidono di spostare l’appuntamento sulla spiaggia di Alcamo, zona Aleccia, ma hanno timore che possano essere fermati anche lì. Se non c’è nessuna ordinanza per Alcamo allora si può fare, sostiene Elena. Secondo me invece non si possono accendere falò o organizzare bivacchi in spiaggia tutto l’anno, intervengo io. Elena non è d’accordo, se il sindaco di Castellammare ha ordinato il divieto per un periodo di tempo così limitato e in un luogo preciso, vuol dire che ad esempio a Guidaloca c’è libertà di falò. Effettivamente non fa una grinza a rigor di logica.

L’indomani al pranzo di Ferragosto, Dario presenta il suo amico spagnolo alla nonna, alle zie e agli zii, alle cugine e ai cugini, al cane Bernardo e alla tartaruga Enrichetta. La sera prima, racconta, non è andata bene, la legna pare sia stata sequestrata dai vigili urbani dall’auto di un loro amico, c’era freddo per il bagno di notte e non sono riusciti ad arrivare alla spiaggia Plaia dove i lidi mettevano musica, per l’eccessivo traffico; sono finiti alla Sorgente a mangiare arancine, si sono divertiti lo stesso. Giudizio finale: tre giorni nel complesso non eccezionali, troppa ansia di vacanze.

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