Consiglio Provinciale: no alle trivellazioni nel trapanese

Pubblicato: martedì, 2 agosto 2011
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Ad un anno di distanza dalla votazione di un ordine del giorno che impegnava l’Amministrazione ad opporsi al provvedimento che concedeva ad una società privata la possibilità di effettuare ricerche petrolifere nel tratto di mare tra Marsala e le isole Egadi, il Consiglio Provinciale di Trapani torna a ribadire il proprio deciso e unanime “no” alle trivellazioni nei fondali marini siciliani.

Nel corso della riunione svoltasi questa mattina, infatti, il Consigliere Ignazio Passalacqua (SEL – gruppo misto) ha presentato un nuovo ordine del giorno, praticamente sottoscritto in maniera bipartisan da tutti gli altri Consiglieri presenti, in cui si chiede all’Amministrazione Provinciale di attivarsi urgentemente per produrre, entro il termine del 30 agosto p.v., tutte le osservazioni necessarie per la valutazione d’impatto ambientale presso il Ministero delle Sviluppo Economico, al fine di evitare che vengano rilasciate concessioni ad effettuare dette ricerche petrolifere nei mari siciliani. Il Consiglio Provinciale chiede altresì al Presidente Turano di stimolare il Governo regionale siciliano a fare altrettanto.

Fonte: http://www.provincia.trapani.it/

Siamo all’assurdo, le trivellazioni nei nostri mari stupendi e nelle nostre coste da favola, queste distruggerebbero un’intera economia, quella della Sicilia, che è a vocazione turistica e che vede nella pesca un altro importante ambito economico; inoltre le trivellazioni avverrebbero in zone a forte rischio sismico, ed in fine non ci sarebbe un ritorno economico tale da rendere appetibili le trivellazioni. Non facciamo come il caso del rigassificatore nell’agrigentino (i cittadini favorevoli), che porterebbe 700 posti di lavoro, ma renderebbe non più attraente per i turisti questi luoghi, il che significherebbe meno posti di lavoro;  cosa ancora più assurda è che per convincere i cittadini hanno promesso il rinnovo degli impianti elettrici nelle zone, in poche parole nuovo impianto per un posto che rischia di perdere le visite, moltissime, dei turisti.

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