Il Patto di stabilità che “uccide” la Sicilia e tutto il Mezzogiorno

Pubblicato: mercoledì, 20 luglio 2011
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C’è qualcuno che ha detto: visto cosa succede a chi non sta con il Governo nazionale? Ti levano tutto. Si sente affermare ciò in riferimento al fatto che la finanziaria colpisca più il SUD. A sentir dire così si capisce perché la politica italiana è alla frutta, anzi forse è peggio. Ma basarsi su queste affermazioni, parlando della finanziariza, sarebbe riduttivo e ingiusto. Qual'è l'impatto della finanziaria sulla Sicilia e tutto il SUD? Ce lo spiega bene tutta la politica economica e sociale portata avanti dal Governo centrale.

Una politica che è riassunta tutta in questa finanziaria, che toglie ai poveri e dà ai ricchi, o nelle peggiori delle ipotesi non toglie loro niente.

Il Governo con la scusa del patto di stabilità premia i comuni virtuosi e penalizza i non virtuosi, concetto questo del tutto giusto, tranne che nel caso dell’Italia, perché questo concetto non può essere attuato visto la disparità di infrastrutture fra comuni o regioni. Un comune del Sud, che parte con questo handicap, seppur amministrato bene non potrà mai far parte dei Comuni virtuosi. Non si tiene conto che molte Regioni e Comuni hanno vissuto decenni di amministrazioni catastrofiche, con il benestare di chi governava a Roma e con il benestare di chi ha rappresentato la politica e l'economia del Nord.

La prima vittima di questi provvedimenti rischia di essere il Federalismo, che utilizzandolo in questo modo non fa certo una bella impressione ai cittadini. Il Federalismo viene ridotto a regole tecniche e fredde che non tengono conto della storia dell’Italia e che non valutano la buona amministrazione per il progetto futuro, ma per il malaffare di precedenti amministrazioni; ancora una volta chi vuol liberarsi della zavorra di un passato di sfruttamento, anche da parte del Nord, e di amministrazioni indecenti, viene penalizzato e affossato.

Un altro esempio di come questo Governo sta uccidendo il SUD è il caso dei finanziamenti europei non sfruttati dalla Sicilia. Il Governo, con un colpo di mano, li toglie, rimproverando la Regione di aver perso tempo. Perché è una beffa oltre il danno?, perché si sa che colpevole del  basso utilizzo dei fondi è, anche, lo Stato, perché una parte determinante sull’utilizzo dei fondi europei la svolge proprio lo Stato. Senza gli investimenti del Governo nazionale  i fondi europei non possono essere sbloccati.

Quindi le colpe della Regione ci sono, ma è una presa per i fondelli addossare ad essa tutte le colpe; far passare questo concetto serve solo ad un Governo nordista e poco incline a creare politiche di sviluppo.

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