Bin Laden: giustizia o vendetta?

Pubblicato: mercoledì, 4 maggio 2011
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Mi sveglio presto come spesso mi accade. Mi dirigo ancora assonnato verso il grande schermo del salone e manovro a memoria i telecomandi per posizionare il segnale del satellite sul 508, come sempre, prima di passare in cucina a preparare il caffè per mia moglie e a scaldare il latte per me. Non distinguo il senso del chiacchiericcio di sottofondo che proviene dall’altra stanza, il volume è basso, ma non importa, serve a fare compagnia. Quando finalmente vado a svegliare Marilena, con la colazione calda e servita in tavola, adocchio il lancio a mezza pagina sotto il mento del giornalista “Bin Laden ucciso da commando USA”. Allora mi fermo e comincio a leggere le notizie scorrevoli in basso, poi, siccome non c’è abbastanza, vado sul 100 di skytg24 per capire se ne sanno di più. Non tanto, ma riportano la frase di Obama: “giustizia è fatta”. Poi le congratulazioni di Israele, i primi festeggiamenti a Ground Zero, le notizie della villa vicino Islamabad, in un posto dall’improbabile nome di Abbotabad (il bad finale significherà città in pakistano?).

Mi pare una buona notizia. Mia moglie entra mentre mostrano la foto di una faccia barbuta deturpata e mi dice “che orrore, cambia canale” e afferra il telecomando per tornare al 508. Ma sfortuna vuole che anche lì ci sia il faccione a tutto schermo, quindi cambia ancora. Protesto, le spiego che hanno ucciso Bin Laden, che è una notizia che tutto il mondo aspetta da 10 anni. Lei non sembra entusiasta, ma lo attribuisco alla sua lenta carburazione del mattino.

Ci rivediamo a pranzo, mentre i tigì mostrano le feste e la retorica americane, le felicitazioni e l’inconcludenza europee, i dubbi e le teorie complottiste del web. A parte queste prevedibili reazioni, dico, da oggi il mondo è un posto più sicuro. Mia moglie mi guarda con sospetto e replica: Ma questa dove l’hai sentita, è il discorso di Obama o il commento di Vittorio Zucconi?

Non riesco neanche ad articolare qualcosa contro l’inatteso attacco che continua: Ma ragiona con la tua testa! Da quando sei diventato favorevole alla pena di morte?

Sulla prima frase, che non ragionerei con la mia testa, la mia mente si inceppa e decide di mettere il broncio per tutto il pomeriggio. Solo verso sera le nebbie dell’offesa cominciano a diradarsi e prendo a riflettere sulle parole di mia moglie che di rado mi offende senza motivo. Effettivamente, a pensarci, devo ammettere che la frase “ora il mondo è un posto più sicuro” non sembra proprio farina del mio sacco. Forse l’ho sentita in tivù e l’ho ripetuta in modo un po’ ingenuo … Per quanto riguarda la pena di morte sono e resto del tutto contrario. Quindi ha ragione Marilena: mi hanno pompato i mass media. Tutti quanti sono impazziti e celebrano incredibilmente un omicidio programmato in stile Mossad israeliano. Passino gli americani che, rozzi come sono, credono nel valore della vendetta, passino anche gli israeliani che sono abituati ormai ai delitti di stato anche per autodifesa, ma i civilissimi europei?

Così sto più attento ai toni dei giornalisti di tutti i canali – cioè i tigì che vedo su raitre, la7 e sky – e noto che qualcuno ricorda ai gentili telespettatori che in America c’è la pena di morte e pertanto l’omicidio sarebbe giustificato. Solo la voce del cardinale Bagnasco che prega per l’anima di Bin Laden si alza a ricordare che uccidere un uomo non è mai bello e ciò mi riconcilia temporaneamente con la Chiesa.

Quando, all’ora di cena, mia moglie rientra a casa dal lavoro, accoglie con un sorriso compiaciuto i miei commenti indignati sulla folla festante di Pennsylvania Avenue (vicino alla Casa Bianca) e su un indecente cartello tenuto alto che passa:

OBAMA 1 – OSAMA Ø.

P.S.: ma che siamo a una partita di calcio?

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