48/60 ore dopo la situazione è tutt’altro che risolta

Pubblicato: lunedì, 4 aprile 2011
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LAMPEDUSA - Sono passate le prime quarantotto ore, poi anche le 60, infine si sovrappongo nuove giornate di disperazione e sbarchi e l'agognata soluzione sembra far acqua da tutte le parti. Berlusconi vola a Tunisi, e chissà che soluzione darà ai tunisini, e giurando su chissà quali tempi assicurerà loro che tutto si risolverà nel migliore dei modi. Non c'entra il maltempo, i venti che impediscono alle navi di portar via le persone da Lampedusa e ritardano le operazioni di sfollamento, è una questione esclusivamente matematica e umanitaria. Le persone che partono dall'isola siciliana sono un buon numero al giorno, ma altrettante ne arrivano a cadenza quasi giornaliera, per non contare i dispersi in mare di cui non si ha ancora notizia. Quando le condizioni metereologiche sono favorevoli le operazioni continuano e con queste gli sbarchi come in una sorta di circolo vizioso senza fine. Intanto nei luoghi di arrivo dei migranti, queste sorte di campi profughi, continuano pure le fughe e i momenti di nervosismo si acuiscono. Si intensificano le tendopoli, le regioni insorgono, e la soluzione trovata appare quanto mai lontana da una conclusione definitiva o per lo meno positiva al problema.
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