Mobilità immobilizzata

Pubblicato: venerdì, 25 marzo 2011
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Di AelManu
Scaduta alle 14,00 di oggi la possibilità per tutti gli insegnanti di chiedere un trasferimento per l'anno scolastico 2011/2012, termine che in un primo momento era stato fissato al 21 marzo e poi "eccezionalmente" prorogato a tre giorni dopo. Cioè quando sarebbe stato logico sin dall'inizio fissare la scadenza, un mese dopo l'Ordinanza Ministeriale che pubblicava le norme di attuazione del CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) sulla mobilità. E ciò tralasciando il fatto che si trattava di un mese di 28 giorni...
Ma qual è il bilancio di questo mese di attività frenetica che ha attraversato le scuole del nostro territorio, cioè i loro docenti alla ricerca delle risposte a mille quesiti, e quali sono le prospettive reali che il Ministero dà a chi vuole trasferire il proprio posto di lavoro?
Forse non sarà inutile precisare che chi chiede un trasferimento lo fa perché si trova lontano da casa, costretto a vivere fuori e a spendere tempo e denaro in benzina contribuendo ad aumentare il traffico e l'inquinamento, anche perché i mezzi pubblici sono a dir poco carenti nella nostra bella Sicilia.
Le prospettive però, a fronte dell'enorme quantità di domande che si sono riversate sul sito di Istruzione.it, sono davvero scarse. I dati messi a disposizione degli utenti pari a zero (si è addirittura preferito oscurare i siti di tutti i CSA, ex Provveditorati, della Regione in questo mese). Cioè nessuno sapeva quanti posti ci sarebbero stati a disposizione nelle province siciliane e in quali discipline, costringendo i docenti a muoversi al buio, altro che trasparenza! Qualche numero è filtrato attraverso i sindacati, numeri ufficiosi s'intende. Ebbene i numeri sono disarmanti. Facciamo qualche conto.
Con lo spauracchio dell'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, chi ha potuto si è messo in salvo. Solo grazie a questo in provincia di Trapani a fronte dei 15 pensionamenti sulla A050 - Lettere negli Istituti superiori, per esempio, le cattedre a disposizione dei rientranti sono pochissime. Intanto perché se ne devono riassorbire 5 dell'anno scorso, poi per la contrazione delle classi voluta dal Ministro, infine perché spetta loro solo la percentuale del 25% dei posti liberi rimanenti. Cioè al massimo si può pensare ad 1 o 2 cattedre da assegnare sui trasferimenti per il 2011/2012.
Andrà meglio negli anni seguenti? Nemmeno per idea. Nei prossimi anni chi non è riuscito ad andare in pensione quest'anno rimarrà bloccato per altri 4 o 5 (questo in realtà vale solo per le insegnanti donne, che però sono la stragrande maggioranza), per cui non ci saranno altre possibilità di mobilità, né di nuove assunzioni per un quinquennio. Inutile fare domande, saremo immobilizzati.
Tutto lo sforzo fatto dal Ministero per la mobilità online sarà così andato sprecato.
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