Dichiarazioni dell’On. Rallo sulla guerra in Libia

Pubblicato: domenica, 20 marzo 2011
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L’on. Michele Rallo, già esponente del Movimento Sociale Italiano e – negli anni ’90 – deputato al Parlamento per il Collegio di Trapani e membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Manifesto il più vivo allarme per la decisione del governo italiano di partecipare alla annunziata aggressione americana alla Libia; aggressione come al solito ammantata dal richiamo ipocrita agli ideali di libertà, democrazia, eccetera. In realtà, Gheddafi ha semplicemente reagito – pur con la consueta brutalità – al tentativo di un colpo-di-Stato sapientemente organizzato da centrali straniere: un colpo-di-Stato che mirava non solo ad abbattere il suo regime, ma probabilmente anche a riaffermare il monopolio delle multinazionali americane sul mercato mediterraneo del petrolio.

Il governo italiano, che pure fino a qualche settimana fa aveva dimostrato di voler riprendere la strada – tracciata dall’indimenticabile Enrico Mattei – di una politica energetica autonoma e libera da vincoli di sottomissione ai poteri forti d’oltreoceano, ha fatto precipitosamente marcia indietro; è rientrato disciplinatamente nei ranghi della diplomazia “atlantica” ed ha manifestato la sua adesione a questa ennesima crociata proclamata da Washington.

In questo caso, peraltro, non si tratterà più soltanto di inviare i nostri soldati a morire per imporre la “pax americana” negli angoli più remoti del pianeta, ma di schierarci sulla prima linea del fronte, esponendo il territorio nazionale – e in primo luogo la nostra Sicilia – a conseguenze che potrebbero essere assai pesanti: terrorismo, aumento vertiginoso dell’immigrazione clandestina, pericoli per la nostra flotta peschereccia; e, ciò, senza contare la possibilità di una concreta reazione armata libica contro le nostre basi e contro le nostre isole più meridionali, da Birgi a Sigonella, da Pantelleria alla stessa Lampedusa.

Stupisce che Berlusconi si sia inchinato con tanta solerzia ai desiderata di Washington. Ma stupisce ancor di più che a tale genuflessione si sia prontamente associata – salvo rarissime eccezioni – la Sinistra italiana, così pronta in passato a scendere in piazza contro la presenza militare americana in Vietnam, in Corea o in qualunque contrada del nostro globo. Evidentemente, questa sinistra ha aggiornato i suoi miti: da “USA go home” al “You care” veltroniano, da Joan Beaz a Rosy Bindi.

Intanto – dopo aver “liberato” l’Irak e l’Afghanistan per tacere del pasticciaccio della Somalia – gli americani si preparano a “liberare” la Libia.

Prossimo candidato alla “liberazione” è l’Iran di Ahmadinejad, con la scusa – ma è soltanto una scusa – che si tratti di un regime dittatoriale. Ma la Russia resterà a guardare? Si profila uno scenario di guerra permanente nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente. La nostra unica convenienza è di restarne fuori.

Una notazione finale: non ho nessuna simpatia né per Gheddafi né per il suo regime. Semplicemente, mi stanno più a cuore i nostri interessi che non quegli degli americani.”

Fonte: Fabio Pace Ufficio Stampa e Comunicazione

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