L’italia delle contraddizioni

Pubblicato: lunedì, 21 febbraio 2011
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In un paese dove tanti fanno delle truffe e del malaffare un modus vivendi, un uomo chiede di essere processato e non ottiene nessuna risposta nè dalla magistratura nè dai politici a cui si rivolge. Dar voce ad una persona conosciuta solo virtualmente,in un mondo che del virtuale fa la sua bandiera, mi pare già un motivo, ed  avendo letto la sua storia e pensando che certe cose non si possono inventare, specialmente se questo comporta un rischio per la propria incolumità e non una fonte di lucro come qualcuno potrebbe pensare credo sia doveroso. I fatti: Franceso Carbone nasce a Villafrati piccolo comune del palermitano, come tanti è costretto ad emigrare per trovare lavoro.Il lavoro lo trova a Verona,diventa responsabile di una ditta appaltatrice per conto di Poste Italiane e svolge questo incarico per ben sette anni.In questi anni vede cose che un comune cittadino dotato di una morale minima non può tollerare; vede lavoratori in nero lavorare per Poste  Italiane,requisiti di sicurezza calpestati nella totale indifferenza ed una lunga lista di altre infrazioni che lo spingono a denunciare prima al sindacato,agli stessi datori di lavoro,alla Guardia di Finanza, ma nche alla magistratura,il tutto senza ricevere in risposta che la più totale indifferenza. Chi vuole trova i dettagli della storia su facebook, dove Francesco cerca di dare risalto e diffusione  alla sua vicenda. Bisogna anche dire per correttezza che si è rivolto anche a dei politici ma da nessuno riceve risposta.Vuole un processo perchè è stato costretto a commetere reati nella funzione di responsabile e dal suo processo otterrebbe chiarezza e giustizia per se e per altri lavoratori costretti a condizioni di lavoro non consone alle nostre normative. Provate a digitare il suo nome su google e saprete tutto ciò che lui denuncia. La domanda è: può uno stato di diritto ignorare i diritti dei suoi cittadini?
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