Polemiche ed apprezzamenti al decreto che individia i comuni a vocazione turistica

Pubblicato: venerdì, 18 febbraio 2011
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Sono 57 i comuni siciliani che il decreto firmato dall'assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida, individua come località a vocazione turistica. Altri se ne potranno aggiungere, se saranno in possesso delle caratteristiche e dei requisiti fissati dal bando approvato con lo stesso decreto, che sara' pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, sul sito dell'assessorato al Turismo e su euroinfosicilia.it.

Soddisfazione da parte di diversi espontenti politici. Livio Marrocco, capogruppo all’Ars e coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia afferma: “Siamo soddisfatti per l’aggiunta di altri cinque Comuni del Trapanese nell’elenco di quelli a vocazione turistica”.  “Inoltre - continua Marrocco - approviamo la decisione dell’assessore Tranchida di prevedere nel decreto un avviso pubblico per consentire ad altri Comuni di aggiungersi a quelli finora individuati come a vocazione turistica”. Campobello di Mazara, Castelvetrano (Selinunte), Custonaci, Castellammare del Golfo ed Alcamo rientrano così a tutti gli effetti tra quei comuni che hanno dimostrato di possedere una rilevante valenza turistica e potranno così usufruire delle agevolazioni per i comuni rientranti in questa categoria e saranno inserite nel Piano settoriale per l'attivazione delle linee di intervento del Programma operativo Fesr 2007/2013, che è uno strumento di programmazione delle misure comunitarie riferibili all'assessorato al Turismo. Tale riconoscimento comporta, quindi, un elemento di premialità per ottenere i finanziamenti comunitari che saranno messi a bando per riqualificare e diversificare l'offerta turistica.

Ma non sono mancate neppure le lamentele da parte di alcuni comuni che si sono sentiti penalizzati dal mancato inserimento nel decreto. La risposta dell'assessore Daniele Tranchida non ha tardato ad arrivare: "Qualsiasi polemica non soltanto è inutile, ma anche strumentale perchè immotivata. Tutti i comuni che ritengono di averne i requisiti possono rispondere all'avviso pubblico per essere inseriti nella lista. Lo abbiamo detto e piu' volte ripetuto ma, evidentemente, non tutti lo hanno capito". “É falso, poi - prosegue Tranchida - che comuni inseriti nel primo decreto, siano stati adesso esclusi, come attestato con chiarezza dagli atti. É la dimostrazione che dietro le polemiche c'è la vecchia, miope difesa feudale di interessi campanilistici da parte di chi cerca facile pubblicità in precampagna elettorale per le amministrative. Le località individuate nel decreto sono state, invece, scelte sulla base di conclamate caratteristiche che ne attestano la vocazione turistica, certificata da riconoscimenti e premi di organismi di rilievo nazionale e internazionale”.

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