Università: laureatevi o azzeriamo tutto

Il Senato Accademico dell’Università di Palermo ha diffuso in questi giorni una delibera in meito agli studenti fuori corso volendo sottolineare la necessità di “smaltire” gli studenti che ormai hanno superato il numero di anni di svolgimento del corso di laurea scelto. Le Università tutte e quella di Palermo in particolare, essendo stata una tra le maggiori vittime dei tagli imposti dalla legge Gelmini, sta cercando di rientrare in quella fascia di atenei che potrebbe avvalersi di una serie di finanziamenti. Infatti,  per accedere ai finanziamenti a pioggia il ministero prende in considerazione quegli atenei che hanno un numero di frequentanti maggiore. Purtroppo i fuori corso non sono considerati frequentanti, quindi quello di Plaermo sarebbe uno degli atenei esclusi. Il modo per rientrarci diviene, quindi, quello di diminuire gli studenti fuori corso. Lo studente, praticamente, decadrà dopo il doppio degli anni più un anno rispetto al normale corso degli studi (per le triennali si decadrà al quarto anno fuori corso)che si sta frequentando mentre per quanto concerne gli iscritti alla 509, questi dovranno necessariamente laurearsi entro l’anno accademico 2012/2013. Allo scadere di questi termini, lo studente verrà considerato decaduto, cosa che non vsarà tenuta in considerazione per i laureandi.

La decadenza, è bene metterlo in chiaro per non generare allarmismi oltre misura, non genera la perdita degli esami sostenuti. Una volta reimmatricolati (nello stesso corso od in corsi differenti) lo studente potrà chiedere al proprio corso di studi il riconoscimento degli esami sostenuti, che potrà essergli rifiutato soltanto per obsolescenza scientifica. il senato accademico, comunque rivedrà più nello specifico la nuova norma nelle prossime sedute. Ancora una volta  lo studente viene utilizzato a scopi di lucro in una università che si sta avviando alla bancarotta.



CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteBando relativo alla gestione del percolato della discarica di c/da Vallone Monaco
Articolo successivoProgetti, progetti e ancora progetti per l’Ospedale di Alcamo