Monte Bonifato: tra natura ed archeologia – (foto)

Pubblicato: giovedì, 2 dicembre 2010
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Il territorio di Alcamo comprende innumerevoli attrattive turistiche: arte, mare e montagna solo per citarne alcune. E proprio l’ultima tra queste è l’elemento che identifica la città ed incuriosisce il visitatore ancor prima di arrivare in città: Monte Bonifato.

Oltre all’interesse naturalistico che suscita, grazie alla presenza della vasta pineta e della riserva naturale Bosco d’Alcamo, conserva al suo interno molteplici reperti archeologici di grande interesse. Sul lato Nord-Ovest si possono ammirare i ruderi dell’antico centro abitato risalente all’età del ferro (IX-VIII a.C.) e successivamente riutilizzato durante il periodo medievale.

Appena arrivati nella riserva, nella parte orientale, si può ammirare quel che resta di un’antica cisterna chiamata “Funtanazza”, un grande serbatoio che raccoglieva le acque della sorgente sovrastante, posto al di fuori della cinta muraria. Per la sua costruzione venne utilizzata una tecnica architettonica piuttosto evoluta per l’epoca: era ricoperta da una volta ogivale sorretta da 4 archi.

Attraversando la fitta pineta (circa 314 ettari), costruita in gran parte da pino comune ed esemplari di latifoglie che danno ospitalità a diversi rapaci che vi nidificano, ed arrivando quasi in vetta, si incontra quella che è denominata la “Porta della Regina”, ovvero gli stipiti di quello che un tempo fu l’ingresso alla città. Salendo in cima si arriva, infine al reperto meglio conservato, ovvero il “Castello dei Ventimiglia”, castello di origine araba che Enrico di Ventimiglia, allora feudatario della città, riportò al suo splendore nel 1397. La cima del monte era infatti un ottimo punto strategico per il controllo dell’intero Golfo di Castellammare e la presenza di abbondante acqua favorì la nascita delle prime comunità nel territorio. Il perimetro del castello indica la presenza di quattro torri, ma quella giunta a noi in quasi integra è quella di nord-ovest chiamata anche “Torre Saracena”. Essa si innalza su tra piani, per un’altezza complessiva di 19 metri, chiusa da una volte a botte.



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