Lombardo e l’orizzonte Politico

Pubblicato: mercoledì, 17 novembre 2010
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C’è chi parla di elezioni regionali per l’autunno, tutto a causa delle elezioni nazionali che si prospettano per primavera.  Dal canto suo Lombardo si dice tranquillo e che non hanno senso elezioni in Sicilia in autunno, perché un governo c’è e non in crisi.

Assodato questo, anche se in politica non c’è niente di certo, c’è ora da chiedersi, visto la rivoluzione poltica nazionale,  quali saranno le scelte future di Lombardo, in quale schieramento lo troveremo?

Dalle prime mosse sembrerebbe che in futuro lo troveremo con Fini Casini e Rutelli, infatti basti pensare al fatto che il Presidente ha dichiarato che i suoi a Roma avrebbero tolto la fiducia al Governo Berlusconi contemporaneamente ai finiani. Si presuppone che questa sia l’unica scelta di Lombardo, perché da sempre un partito regionalistico deve prima o poi trovare uno sbocco a livello nazionale, per consolidarsi e essere più incisivo nelle scelte dello Stato centrale. Poi è da ribadire che il Presidente ha un umus politico e culturale molto vicino a Casini Fini e co., però ha anche una particolarità che lo allontana da questi, cioè la sua visione autonomista, che sarebbe soffocata in una coalizione che vede i principi del centralismo, cioè Casini, Fini e Rutelli, che per tradizione culturale non sono federalisti.

Un’altra scelta potrebbe essere un’unione con il PD, ma in questo caso le differenze aumenterebbero dal punta di vista culturale, anche se troverebbe molto più spazio la vena autonomista.

Altra scelta ancora sarebbe quella di correre da solo con un proprio partito autonomista, che prima riunisca gli autonomisti di tutto il SUD e poi via via tutti coloro che nel SUD siano disponibili ad un partito del SUD. Questa ultima scelta non è fuori di logica, perché l’Italia si sta dirigendo verso il federalismo, e quindi prenderebbero campo sempre di più i partiti regionalisti.

Lombardo ci ha abituato a scelte che risultano strane, come per esempio la nascita di un Governo regionale che mette dentro Destra, Centro e Sinistra, e ci ha abituato a un’ideologia che non tiene conto di fazioni ma d’interessi solo del SUD e della sua personale affermazione politica.

C’è una novità rispetto al passato recente, cioè se ci sarà la caduta del Governo Berlusconi, Lomabrdo dovrà decidere cosa fare da grande e con chi sedere al tavolo della poltica.

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